“Troppo povero” per versare l’assegno di mantenimento alle figlie e alla moglie. Così l’ex assessore regionale lombardo Massimo Buscemi si è difeso davanti al giudice, del Tribunale di Busto Arsizio, Cristina Ceffa che, il 29 aprile scorso, lo ha assolto con formula ampia: il fatto non costituisce reato. L’ex politico, che aveva patteggiato 2 anni e 2 mesi per lo scandalo rimborsopoli nel 2021 e che era stato condannato per falso ad un anno e 6 mesi nel 2014, non ha mai versato quanto stabilito per il mantenimento dell’ex moglie e delle due figlie. In tutto, si parla di 3 mila euro al mese che Buscemi non ha mai versato dal 2015 al 2021.

Il motivo? Lo ha spiegato il difensore Antonio Argento: dopo gli anni della politica, l’ex assessore avrebbe avuto delle entrate molto limitate. Nonostante i 436mila euro ricevuti dalla Regione Lombardia, quale buona uscita proprio nel 2015, e alcune proprietà immobiliari, non sarebbe riuscito a versare quanto pattuito per gli alimenti. Buscemi non è mai comparso in aula durante il procedimento. Perplesse le parti civili rappresentate dall’avvocato Tiberio Massironi che ora attendono le motivazioni del giudice.

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