Scintille tra Paolo Crepet e Frankie hi-ngr. Durante la trasmissione In altre parole, in onda su La7, si è aperto il dibattito sull’ascolto della musica trap e se quest’ultima influenzi o meno il pubblico. La lente d’ingrandimento viene puntata sui testi delle canzoni e se istighino alla violenza o al consumo di sostanze stupefacenti. “Trap significa droga, trapping è drogarsi, questo è lo slang americano da cui è nata tutta questa cosa”, ha puntato il dito lo psichiatra. “Chi ascolta la trap diventa un drogato“, ha continuato il medico, che ha giudicato forzato il parallelismo tra la trap e i romanzi noir. “Quando ho letto ‘A sangue freddo’ non sono diventato un assassino”, ha aggiunto. Repentina è stata la risposta del producer e rapper Frankie hi-ngr che ha difeso il tanto contestato genere musicale: “Nessuno che ascolta la trap diventa un assassino. Io conosco molte persone, giovani e meno giovani, che ascoltano la trap, o addirittura la producono, e non è che siano assassini o frequentino assassini, o abbiano questo tipo di velleità. Sono parole un po’ tranchant le sue”, ha dichiarato.

“Lei non ha ascoltato, non ho detto che il trapper è un assassino”, ha risposto il sociologo, visibilmente infastidito. “Chi ascolta trap diventa un drogato, uno che assume psicofarmaci. No? Allora sono tutte persone che vanno in convento e chiedono perdono a Dio”. Il dibattito è proseguito per qualche minuto, con il rapper che ha difeso i ragazzi che ascoltano e creano contenuti del ‘genere incriminato’, sottolineando come conducano uno stile di vita normale. Il conduttore Gramellini ha spostato il focus sul tema dell’istigazione al femminicidio, che talvolta sembra apparire in alcuni brani. Un messaggio del genere, però, non è frequente, assicura Frankie hi-nrg. “E non vedo neanche un’istigazione”, ha detto. E ancora: “Non leggo: ‘Adesso uscite e uccidete le donne’“, ha dichiarato.

I dibattiti sulle canzoni trap sono ritornati al centro di molti discorsi anche, e soprattutto, dopo la morte di Giulia Cecchettin ed i recenti guai giudiziari di esponenti come Shiva, Simba La Rue e Baby Gang. Finiti sotto accusa sono stati anche i testi di artisti veterani del settore come Gué ed Emis Killa.

Articolo Precedente

Stefano De Martino replica a Belen: “Non dirò la mia verità perché è la madre di mio figlio e perché le voglio ancora molto bene”

next
Articolo Successivo

Paola Ferrari contro Belen Rodriguez: “Ormai basta una camicia bianca (ben portata) per sembrare una santa”

next