“L’Italia non rispetta le disposizioni europee in materia di accessibilità per le persone con disabilità. Siamo pronti a inviare una richiesta formale di non conformità se l’Italia non rispetta la legislazione vigente”. A dirlo è la Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo con sede a Bruxelles dove Lorenzo Torto, l’attivista italiano che ad aprile scorso ha scritto all’Ue per denunciare il mancato rispetto da parte dell’Italia della legislazione europea, è stato ascoltato il 24 ottobre. In questa occasione, la Commissione ha voluto fare una breve cronistoria del tema sollevato da Torto e ha confermato quanto denunciato dall’attivista, la cui battaglia ilfattoquotidiano.it aveva già raccontato. Bruxelles ha ricordato come “il 19 aprile è stata avviata una procedura di infrazione nei confronti di Roma con una lettera di costituzione in mora. L’Italia – ha detto l’organismo preposto per le petizioni dei cittadini – successivamente ha presentato le proprie osservazioni per rispondere alle carenze evidenziate nella lettera, carenze che sono attualmente all’esame dei servizi della Commissione”. Bruxelles è pronta a fare un ulteriore passo per far rispettare le normative vigenti, inviando una richiesta formale di non conformità se l’Italia non dovesse rispettare le disposizioni comunitarie.

La Commissione ha ringraziato Torto per la sua battaglia in difesa dei diritti per tutti e ha ricordato come il periodo entro il quale gli stati membri dell’Unione Europea avrebbero dovuto recepire la direttiva n.882/2019 sull’accessibilità è scaduto il 28 giugno 2022. Tali misure Ue di recepimento devono essere integrate nelle leggi nazionali. “Le misure stabilite dalla normativa comunitaria si applicheranno a partire dal 28 giugno 2025”, ha aggiunto Bruxelles. La Commissione sta attualmente verificando che tutti gli stati membri stiano applicando tali direttive. Sono in corso procedure di infrazione nei confronti di diversi stati membri, come Estonia e Danimarca.

Contattato da ilfattoquotidiano.it, Torto si dice “soddisfatto per le parole di comprensione e attenzione dimostrate dalla Commissione per le Petizioni come custode dei diritti dei cittadini. Ora l’Italia si attenga alle disposizioni comunitarie, peraltro i termini sono scaduti per il recepimento da oltre un anno, e rimuova il prima possibile gli ostacoli esistenti. È un atto doveroso di rispetto per tutte le persone disabili che chiedono pari diritti e opportunità per vivere in una società davvero inclusiva”. Ancora oggi una persona con disabilità in Italia ha difficoltà a entrare in molti edifici pubblici, andare allo stadio, a vedere un concerto, a prendere un aereo. I Piani per l’abbattimento delle barriere architettoniche (Peba), che sono obbligatori per legge, non sono neanche stati approvati dalla stragrande maggioranza dei Comuni italiani. “Questa direttiva mette al centro la progettazione universale, parla di accessibilità anche informatica oltre che di barriere fisiche – afferma Torto -. In Italia la situazione è drammatica, chi soffre non può più aspettare. Ci sentiamo fortemente discriminati. Con le mie umili parole voglio però lottare per i diritti di tutti, bisogna assolutamente risolvere questi gravissimi problemi. La piena accessibilità dovrebbe essere la base per una qualità di vita soddisfacente”.

“Va ricordato – sottolinea la Commissione – che l’Italia ha ratificato anche la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e ha l’obbligo di rispettare tutte le disposizioni indicate, compresi i requisiti di accessibilità. Ha anche ratificato il suo protocollo opzionale, in cui un individuo o un gruppo di persone possono inviare istanze al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Per la Commissione questo tema è prioritario e invitiamo tutti i nostri stati membri di recepire la direttiva n.882 del 2019”. Torto infine auspica che questa sua petizione possa “aver aiutato a smuovere questa mancanza di civiltà da parte delle istituzioni italiane. Non bisogna lasciare nessun indietro ma sostenere le persone più fragili. Se è la mission regolamentata dalle leggi comunitarie, l’Italia dovrebbe metterle in pratica”.

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