In cammino per cambiare. Non è una metafora, ma una possibilità per adolescenti vulnerabili che dal 2016 esiste in Italia. Proprio in questi giorni è in corso l’undicesima edizione: due pugliesi, Giovannangelo, un musicista cinquantenne e M., 16 anni, con la sua cagnolina Dharma, sono partiti da Norcia per andare nella loro terra: da soli, senza cellulare. La proposta è messa in campo dall’associazione “Lunghi cammini”, fondata da Isabella Zuliani che è anche la presidente. L’idea è mutuata da altre realtà europee, soprattutto francesi e belghe. In otto anni, sono già stati organizzati undici cammini in Italia e non solo: sulla via Francigena, attraverso il percorso “Le ali ai piedi”; sulla romea germanica; sui passi di San Benedetto. I ragazzi che si mettono gli scarponi ai piedi sono giovani segnalati all’associazione dai servizi sociali cui sono affidati: si tratta di casi di fragilità diverse, adolescenti con reati alle spalle o con situazioni difficili in famiglia.

Gli “accompagnatori” sono persone che si candidano: non devono essere per forza educatori ma adulti in grado di fare questa esperienza che viene stipendiata. Non si tratta, infatti, di volontariato. “Ogni cammino – spiega Zuliani – ha un costo che si aggira sui venti mila euro per l’équipe educativa che segue la coppia; per l’alloggio; il vitto; i trasferimenti; lo zaino; gli scarponi; la macchina fotografica. Il modello ideale è quello di cento giorni ma spesso fare via così tanto tempo non è facile sia per l’adulto che per il ragazzo che magari deve frequentare la scuola”. Chi parte deve abbandonare il telefono e immergersi totalmente nella natura, nella condivisione, nel dialogo: “Il cammino trasforma”, sottolinea la presidente. A farlo finora sono stati ragazzi curiosi e capaci di cogliere una sfida nonostante il loro passato. Tra gli adulti, invece, l’associazione veneta ha reclutato un ferroviere, un esperto di sicurezza e di porti, un infermiere: “Devono avere una caratura umana eccezionale”, spiega Zuliani. La coppia di quest’anno, in questi giorni, è quasi arrivata in Puglia: “Hanno attraversato paesaggi e borghi incantevoli; ogni tanto hanno dovuto camminare sotto la pioggia. In ogni luogo hanno incontrato persone diverse e fatto nuove esperienze”, racconta la presidente.

Una scommessa, quella dei lunghi cammini, a volte non facile e per due volte l’esperienza si è interrotta. Zuliani e gli altri però non mollano: cercano finanziamenti, partecipano a bandi, a progetti per continuare la loro missione ovvero dare un’opportunità a dei ragazzi che vogliono mettersi in gioco.

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