La nomina di Luigi Di Maio a rappresentante speciale dell’Ue nel Golfo è stata ratificata senza discussione stamattina alla riunione degli ambasciatori Ue nel Comitato Politico e di Sicurezza dell’Ue (Cops). L’organismo, composto dai rappresentanti dei 27 Stati membri, ha preso atto della nomina proposta dall’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell senza che ci sia stata alcuna discussione sul punto. Ora ci saranno alcuni lavori amministrativi del Consiglio Ue e poi andrà, sempre come punto senza discussione, alla riunione dei rappresentanti permanenti nel Coreper. Sarà infine approvata dal Consiglio Ue in una delle sue formazioni. La procedura di ratifica, teoricamente, non prevede dibattitti. In caso positivo Di Maio entrerà in carica come inviato Ue nel Golfo dal primo giugno. Il 26 aprile la commissione Affari Esteri dell’Eurocamera ha approvato all’unanimità la richiesta dell’eurodeputata leghista Susanna Ceccardi, a nome della Lega, di convocare un rappresentante del Consiglio Ue a riferire sulla nomina davanti agli eurodeputati. Il presidente della commissione dovrà ora notificare la richiesta alla presidenza del Parlamento europeo. Se approvata, secondo quanto riferiscono fonti vicine al dossier, l’audizione potrebbe avvenire già nelle prime settimane di maggio.

L’iter per la ratifica della nomina – Una volta registrato l’assenso del Cops, il faldone della nomina passerà al Gruppo dei Consiglieri per le relazioni esterne (il cosiddetto Relex), che si occupa delle questioni giuridiche, finanziarie e istituzionali relative alla politica estera e di sicurezza europea. Spetterà a quest’organo definire tutte le questioni amministrative e regolamentarie che andranno a definire il ruolo di Di Maio. La nomina approderà quindi alla riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 (Coreper) e, pochi giorni dopo, spetterà al Consiglio Ue formalizzare la ratifica finale. Il mandato di Di Maio inizia formalmente il primo giugno e si conclude non prima del 28 febbraio 2025. In nessun caso la procedura prevede un dibattito sul dossier. In teoria, infatti, è stata la lettera con cui Josep Borrell ha proposto ai 27 la nomina dell’ex capo della Farnesina a chiudere la discussione.

Dal dossier energia al Qatargate – Non è la prima volta che l’Ue nomina un suo rappresentante speciale che “promuove le politiche e gli interessi dell’Ue in regioni e Paesi specifici e svolge un ruolo attivo negli sforzi per consolidare la pace, la stabilità e lo stato di diritto”. È la prima volta, però, che ciò accade per i Paesi del Golfo. Di Maio sarà chiamato a sintetizzare la posizione dell’Ue di fronte a governi come quello saudita, iraniano, emiratino o qatarino. E non sarà facile viste le differenti visioni che persistono all’interno dell’Unione. Il fattore energetico sarà cruciale: con la guerra in Ucraina Bruxelles si è rivolta anche al Golfo Perisco, a cominciare dal Qatar, per ottenere più gas. E fondamentale sarà il rapporto con i fondi sovrani di quella regione che stanno moltiplicando i propri incassi con l’impennata dei prezzi del petrolio. Il nuovo inviato Ue dovrà, infine, tener conto del Qatargate: cercando un equilibrio tra l’irrigidimento delle regole dell’Eurocamera e la necessità di mantenere delle strettissime relazioni con le capitali dell’area.

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