Due chiappe con le orecchie a sventola e gli occhiali: questa era per “il Male” la faccia di Giulio Andreotti, sette volte presidente del Consiglio, 34 volte ministro e parlamentare dal 1948. Nessuna protesta né querela, come per il nano Fanfani con le prolunghe alle gambe o per Craxi grasso, pagliaccio e ladro (14 anni prima di Mani Pulite) o per la bestemmia “porco Pertini” o per “Cossiga tonnè”. L’altro giorno, quando è esplosa la ridicola polemica sulla caricatura di Elly Schlein firmata da Francesco Federighi sul Fatto, abbiamo pensato che la replica migliore non fosse quella di spiegare cosa significa satira e cos’è una caricatura ai nostri innumerevoli censori, non si sa se più ignoranti o più in malafede. Ma quella di regalare ai nostri lettori (gli unici dei quali ci importa qualcosa) le migliori copertine del papà della moderna satira italiana: “il Male”.

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