Nell’ambito della chirurgia mini-invasiva, per gli adulti ormai da anni è consolidata la presenza della robotica, una tecnica che consente al medico di praticare un intervento manovrando a distanza un robot capace di simulare alla perfezione la manualità necessaria in sala operatoria, con il vantaggio di maggiore precisione e stabilità e la visione ingrandita su monitor di zone difficilmente raggiungibili con i metodi tradizionali. Se da qualche anno per gli adulti è una tecnica consolidata, nei bambini è arrivato in questi giorni il primo resoconto di cinque anni di ricerca e sperimentazione diretta effettuato all’Istituto Gaslini di Genova. Oltre 300 bambini trattati e il direttore del dipartimento di chirurgia Girolamo Mattioli non ha dubbi: “Dal punto di vista etico oggi non riuscirei a tornare indietro”.
Per gli specialisti dell’ospedale pediatrico genovese, che per primo in Italia ha implementato l’uso della robotica nella chirurgia dei bambini: “Riusciamo a intervenire con maggiore precisione e stabilità, dimezzando i tempi di degenza. Dove, con un’operazione tradizionale, avremmo dovuto intervenire con incisioni importanti e conseguenti dolori e lunghi periodi di ricoveri, con la tecnologia robotica abbiamo modo di effettuare l’operazione senza aprire i tessuti e in modo indolore e drasticamente meno invasivo”. Come spesso, in ambito pediatrico, il minor numero di pazienti porta a minori investimenti e questo è il principale motivo per il quale una tecnologia affermata nell’adulto è ancora in fase di ricerca e sperimentazione nei bambini. “Tumori, uropatie, patologie digestive, malformazioni complesse della trachea. Dopo anni di ricerca clinica possiamo affermare che la robotica ha migliorato il percorso di cura dei bambini – spiega Girolamo Mattioli a ilfattoquotidiano.it -L’utilizzo di questo approccio ha consentito di offrire ai pazienti recuperi post-operatori più rapidi e abbiamo osservato una maggiore facilità nella formazione dei giovani chirurghi, che sono in grado di effettuare trattamenti mini-invasivi, prima ‘riservati’ solo a pochissimi esperti. con risultati eccellenti nell’arco di soli 12 mesi”. La sperimentazione avviene in rete con altri centri come l’Ospedale Necker Enfants Malades di Parigi per aumentare il numero dei casi pediatrici e migliorare l’efficacia con misurazione dei risultati, confronto e condivisione.
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