Brittney Griner è tornata a prendere in mano un pallone da basket per la prima volta dopo quasi dieci mesi di prigionia in Russia. La giocatrice della Wnba, detenuta e condannata per possesso di sostanze stupefacenti (per la presenza di tracce di cannabis all’interno delle cartucce del suo vaporizzatore), è stata riportata negli Stati Uniti a seguito di una lunghissima trattativa diplomatica tra Usa e Russia, conclusa con lo scambio con il trafficante d’armi Viktor Bout.

La 32enne ha voluto riprendere confidenza con il gioco e il suo primo movimento è stato quello di schiacciare, lei che ne ha realizzate 23 nel corso della sua carriera nella Wnba, mentre in tutto il resto della storia della lega ce ne sono state appena tre. “Sta molto, molto bene” ha detto la sua agente Lindsay Kagawa Colas, che sul suo ritorno in campo ha spiegato: “Se vorrà giocare, sarà lei a condividerlo. Ha tutte le vacanze per riposare e decidere cosa la attende senza nessuna pressione ulteriore”.

“Sono stata in prigione per 10 mesi, ascoltando il russo. Ho voglia di parlare“, ha detto Brittney Griner non appena salita sul volo del governo degli Stati Uniti che l’ha riportata a casa, come riferito da Roger Carstens, l’inviato presidenziale speciale per gli affari con gli ostaggi. Colas ha detto che Griner rilascerà una dichiarazione nel corso di questa settimana, dopo aver deciso insieme alla sua famiglia quali saranno i suoi prossimi passi. “Si sta reintegrando in un mondo che per lei è cambiato. Dal punto di vista della sicurezza, non potrà muoversi come faceva prima. Non è un destino che ha chiesto, ma cercherà di utilizzare la sua fama per fare del bene”. Secondo quanto scritto da Espn, uno degli obiettivi di Griner sarebbe di farsi promotrice per tutti gli americani ingiustamente detenuti in giro per il mondo, a partire da Paul Whelan, ex marine in Russia da ormai quattro anni. Si pensava che la sua scarcerazione sarebbe arrivata insieme a quella di Griner.

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