Una serie di precedenti penali e un legame a doppio filo con un boss della camorra attiva su Roma. Giandavide De Pau, 51 anni compiuti lo scorso 21 giugno, è considerato dai pm di Roma l’assassino delle tre donne accoltellate a morte giovedì scorse nel quartiere Prati. Il nome dell’uomo compare nell’ordinanza di custodia cautelare che nel dicembre del 2014 portò in carcere Massimo Carminati, Salvatore Buzzi e altri 33 persone nell’inchiesta della procura di Roma Mondo di Mezzo. Questo perché De Pau era l’autista di Michele Senese, il boss di camorra detto ‘O pazzo (condannato all’ergastolo), che incontrò Carminati almeno in una occasione. I carabinieri del Ros monitorarono più incontri nell’aprile del 2013 tra Carminati e De Pau mentre indagavano sull’associazione su cui ormai ci sono sentenze definitive.

Un incontro avvenne anche nell’ormai stazione di rifornimento Eni di Corso Francia a Roma che era considerata una sorta di base del gruppo. È il 29 aprile 2013 quando gli investigatori dell’Arma registrano l’arrivo di Carminati alle 13.36. Due minuti dopo arriva De Pau in sella a Vespa bianca. I carabinieri annotano e registrano tutti. I due chiacchierano per poco meno di 10 minuti, Carminati si allontana per ritornare poco dopo e parla con De Pau per poi risalire a bordo della sua Smart. Un vis a vis che probabilmente doveva essere preparatorio per l’incontro tra l’ex Nar, detto il samurai o il cecato, e il boss originario di Afragola (Napoli). Il 30 aprile gli investigatori registrano l’incontro tra Carminati e Senese, preceduto da un precedente abboccamento tra il De Pau e Carminati. De Pau guida la Toyota IQ a bordo della quale c’è il boss. Carminati, De Pau e Senese si accomodano all’interno di una bar tavola calda. A un certo punto De Pau resta in disparte mentre i due parlano, ma la conversazione, inizialmente molto cordiale Carminati e Senese, “si movimentava” e i due uomini sembrano all’improvviso ai detective dell’Arma “contrariati“. Dopo aver inveito Carminati e Senese si lasciano in maniera brusca.

Il boss Senese poco viene arrestato, precisamente il 27 giugno 2013: pochi giorni dopo il 2 luglio De Pau incontra e parla nuovamente con Carminati in un bar. Cosa si siano detti l’inchiesta non l’ha scoperto. Certo è che già all’epoca dell’indagine su Mondo di Mezzo a carico di De Pau risultavano precedenti per stupefacenti, nel 2008 e nel 2011 ricoveri nell’Ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino (Firenze), porto armi atti ad offendere, lesioni personali, violenza sessuale, violazione di domicilio e ricettazione. Nel dicembre del 2020 De Pau viene arrestato insieme ad una trentina di persone per le accuse, a vario titolo, di traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, lesioni personali gravissime, tentato omicidio, trasferimento fraudolento di valori, reati, per la maggior parte, aggravati dal metodo mafioso. Secondo l’ipotesi degli inquirenti il gruppo di cui faceva parte gestiva alcune piazze di spaccio nella zona del Tiburtino, San Basilio e Tivoli. De Pau veniva descritto nell’ordinanza di custodia cautelare dal giudice per le indagini preliminari, Pier Luigi Balestrieri, “un ‘personaggio’, investito del ruolo di autista personale del Senese Michele, impegnato in operazioni di narcotraffico di notevole rilevanza”. Il riferimento è a una partita di cocaina da 37mila euro che prova a piazzare e alle sua “febbrile” attività di recupero crediti esercitata “con inusitata violenza e anche con l’utilizzo di armi da fuoco”. “Del resto, proprio per la detenzione illegale di una pistola, una cal. 7,65, il De Pau – scriveva ancora il giudice nell’ordinanza del 1 dicembre 2020 – sarebbe stato tratto in arresto il 5 novembre 2014 dai Carabinieri della Stazione Montespaccato di Roma”. Adesso al 51enne verranno contestati anche i tre femminicidi.

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“È Giandavide De Pau l’uomo sospettato di essere il killer di Roma”, le forze dell’ordine allertate dalla sorella

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