Scelte di moda e scelte politiche, se ti chiami Chiara Ferragni c’è da fare attenzione. Facciamo un passo indietro. Siamo al giorno delle elezioni, il 25 settembre. L’imprenditrice digitale pubblica un TikTok ed esordisce così: “Ecco il fit-check (controllo dei vestiti, ndr) per andare a votare e poi prendere i bambini dai nonni”. Poi Ferragni aggiunge: “Questi sono i pantaloni della tuta, queste sono le nuove scarpe stupende. Ora mettiamo la felpa, tutta stellata“. “Tutta stellata”. Lo ha detto. Apriti cielo. Pioggia di commenti (assurdi) per sottolineare un presunto nesso tra l’outfit e il Movimento 5 Stelle: “TUTTA STELLATA messaggi top secret”, “Il voto è segreto”, “Hai dato un indizio”, “Ma le stelle sono un caso?”, “Tutte queste stelle mi dicono che Chiara ha fatto la scelta giusta”.

Sono passati due giorni e solo ieri, 28 settembre, la Ferry (così ama chiamarla il marito Fedez) ha deciso di replicare. “Ragazzi solo adesso leggo i commenti su questo TikTok, lo avevo perso ogni tanto mi succede”, ha iniziato a dire nella clip che conta 116.5 mila ‘mi piace’. Poi l’influencer 35enne ha spiegato: “Erano solo stelline su una tuta. Mi piacciono le stelline su indumenti, non hanno un significato politico. Assolutamente”. Numerosi, anche in questo caso, i commenti dei fan. “Ma davvero bisogna specificare?”, “L’educazione e la calma di questa ragazza è qualcosa di stupendo”, “A me non era nemmeno passato per la testa”, “Ma poi, se anche fosse?”, hanno scritto i fan. Effettivamente in questo caso non sembra che Chiara Ferragni si sia voluta esporre. Lo aveva fatto, invece, poco prima del voto. Via Instagram stories, Ferragni aveva lanciato un appello a recarsi alle urne per esercitare il diritto di voto: “Tanti diritti di cui oggi godiamo non sono un dono, ma una conquista – scriveva l’influencer -. E per quanto ci sembrino ovvi e scontati, possono essere messi in discussione, minacciati, ridotti, cancellati in qualsiasi momento. Il voto è uno dei pochi strumenti di cui disponiamo per proteggerli, per crearne di nuovi, per estenderli a chi oggi se li vede negati. E per decidere in che direzione debba andare il nostro Paese: se in avanti o indietro di decenni”.

Infine Chiara Ferragni aveva concluso: “[..] Anche se non ci sentiamo perfettamente rappresentati, anche se siamo delusi, sta a noi scegliere se proteggere ed estendere quei diritti o abbandonarli nelle mani di chi vuole ostacolarli. E’ una nostra responsabilità e non votare significa delegare ad altri ciò che sta a noi decidere. Andate a votare domenica 25 settembre”.

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