La Gran Bretagna ha ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza per la siccità in diverse aree del paese, tra cui la capitale Londra, dopo mesi di ridotte precipitazioni e temperature record. Secondo il comunicato diffuso dal National Drought Group, l’ente che monitora le riserve di acqua, sono interessate dalla condizione di emergenza che richiede nuove forme di razionamento, parti dell’Inghilterra sudoccidentale, meridionale, centrale e orientale. L’emergenza era stata dichiarata l’ultima volta nel 2018. “Esortiamo tutti a gestire con attenzione la quantità di acqua che utilizzano in questo periodo eccezionalmente secco“, ha affermato il presidente del National Drought Group, Harvey Bradshaw.

Da giorni le società del settore idrico si preparavano a misure straordinarie e alcune erano già state introdotte. Col nuovo stato potranno con maggiore facilità vietare ai clienti di irrigare il giardino o lavare l’auto, ma anche imporre restrizioni più severe, estendendo i divieti in ambito commerciale alla pulizia di edifici, veicoli e finestre. C’è inoltre la possibilità di prelevare più acqua del solito dai fiumi e dai bacini di riserva. Al momento comunque le autorità rassicurano sul fatto che “le forniture essenziali di acqua sono garantite”.

Intanto in Germania continua a diminuire la profondità del Reno, il fiume più importante del paese e arteria commerciale su cui viaggiano merci e materie prime. Nel punto di rilevazione di Kaub il fiume è sceso sotto ai 40 centimetri. Le chiatte da trasporto viaggiano già con carichi fortemente ridotti, ora rischiano di doversi fermare del tutto. Ogni anno sul Reno vengono trasportate 160 milioni di tonnellate di merci, fino ai porti del mare del Nord dove salpano poi per i mercati esteri. Una sola chiatta ha la capacità di carico di 110 camion. Emergenza anche in Francia, la Loira è praticamente prosciugata, oltre 100 comuni sotto costretti a ricevere acqua con le autobotti.

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