Scontro in più atti a “Otto e mezzo” (La7) tra la conduttrice Lilli Gruber e il vicedirettore della Verità, Francesco Borgonovo, sull’abolizione della sentenza Roe v. Wade con cui nel 1973 la Corte suprema statunitense aveva legalizzato l’aborto negli Usa.
Secondo Borgonovo, tutto rientra nelle regole della ‘pura democrazia’: “È una procedura assolutamente democratica, saranno gli Stati singoli a decidere. Quando la Corte suprema decide a favore dei matrimoni gay va bene e invece stavolta no? Siete voi che in questo momento state montando una cosa che non esiste, perché i diritti delle donne non sono in pericolo“.

Gruber ironizza sul “voi” utilizzato da Borgonovo e obietta: “Diciamo che le persone che credono nella democrazia credono anche nel diritto inviolabile delle donne di decidere che fare del proprio corpo“.
Borgonovo scomoda l’obbligo vaccinale e aggiunge: “Qui non c’è solo il diritto delle donne, ma anche quello del nascituro”.
“C’entra il diritto delle donne – ribadisce la giornalista – è molto semplice”.
Nei minuti successivi Borgonovo continua a sovrastare il dibattito con la propria voce, accusando i suoi interlocutori di non aver letto bene la sentenza della Corte suprema e mettendo a dura prova la pazienza della conduttrice che alla fine sbotta con la regia: “Non mi chiedete di abbassare l’audio del microfono. Non facciamo teatrini e gazzarre”.
E a Borgonovo risponde: “Nei Paesi civili e democratici c’è una serie di diritti civili che vengono garantiti, a prescindere dalla razza, dalla religione, dalle idee, da qualsiasi cosa. Questo fanno le democrazie e i Paesi civili”.

La polemica riesplode quando Borgonovo afferma che negli Usa non è vietato abortire, ma Gruber gli ricorda che in alcuni Stati il divieto è già in vigore. Il vicedirettore della Verità replica che è così, perché “hanno votato”.
E Gruber non ci sta: “Ma cosa hanno votato? Perché continui a dire che hanno votato?”.
“Capisco che vi sfugga il concetto di democrazia”, ribatte Borgonovo.
“No, no – ribadisce Gruber – Non continuiamo a sviare e a portare l’argomento su un altro piano. Non c’entra niente la democrazia. C’entra, invece, il fatto che uno Stato democratico e civile garantisca i diritti civili ai propri cittadini. Punto. Se questo non ti è chiaro, pazienza”.
E chi ha deciso che l’aborto è un diritto umano? Lo avete deciso voi adesso?”, rilancia Borgonovo.
“Sì, lo abbiamo deciso voi adesso”, risponde sarcasticamente Gruber.

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