È un momento di chiarezza per il M5S, in cui i sabotatori interni della nostra azione politica sono usciti allo scoperto e fuori dalla nostra casa.

Ora i i cittadini potranno finalmente vedere la nostra azione, ancora più incisiva, per l’acqua pubblica, il salario minimo, il sostegno ai lavoratori a basso reddito, il sostegno all’imprenditoria sana e il contrasto alle classi sovraffollate.

Quella di Luigi Di Maio è stata un’operazione di palazzo e di potere, che non si fa interprete di nessun movimento sociale, ed era attesa e quasi fuori tempo massimo per il suo vero obiettivo: salvare se stesso alle prossime elezioni nazionali. I segnali erano ormai inequivocabili, perché da tempo Luigi Di Maio e i suoi sodali si sono contraddistinti per la difesa del potere e dello status quo, danneggiando anche l’immagine della comunità del M5S. Non serve che sottolinei come tutti i fuoriusciti erano quasi tutti parlamentari alla seconda legislatura e che in tanti non onoravano più l’impegno preso con i cittadini di tagliarsi lo stipendio.

Il M5S ha invece un programma chiaro, che con Giuseppe Conte ha intenzione di portare avanti con fermezza. Durante il governo Conte 2 abbiamo ridotto le disuguaglianze nel Paese e ridistribuito i redditi, riducendo l’indice di Gini (un coefficiente che misura le iniqua distribuzione dei redditi, ndr) da 31,8 a 30,2 e il rischio di povertà dal 19,1 al 16,2%.

Il M5S è nel governo perché senza di noi nessuno si occuperebbe dei cittadini più poveri, nessuno sarebbe impegnato a contrastare i tagli alla scuola e alla carta docente.

Senza le comunità energetiche, il Superbonus, l’Ecobonus e il Reddito Energetico che abbiamo introdotto e difendiamo non andremo verso una indipendenza energetica rinnovabile in grado di ridurre le bollette dei cittadini italiani e il sud non avrebbe un budget intoccabile di risorse adeguate per il rilancio.

Quindi restiamo al governo per i cittadini, per dare più forza di prima alle nostre battaglie e non per sostenere opportunisticamente la posizione del più forte che ha già fin troppi alleati nel nostro sistema paese.

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