La presidente Ursula von der Leyen è stata chiara: la Commissione europea raccomanda di concedere a Ucraina e Moldavia lo status di Paesi candidati all’ingresso nell’Unione europea, ma entrambi gli Stati devono effettuare “una serie di ulteriori e importanti riforme”. Anche perché si tratta solo del primo passo di un lungo percorso. Ora tocca ai 27 Stati dell’Ue approvare all’unanimità le due candidature, poi saranno necessarie nuove valutazioni prima che vengano effettivamente aperti i negoziati di adesione: anche in questo caso serve l’assenso di tutti gli Stati membri attuali.

Entrare nell’Ue richiede il rispetto di una serie di parametri, detti “criteri di Copenaghen”: condizioni politiche, economiche e giuridiche minime da garantire alle istituzioni comunitarie. Per procedere in questa direzione, Ucraina e Moldavia devono seguire le raccomandazioni fornite dalla Commissione in un processo che, sottolineano funzionari europei a Ilfattoquotidiano.it, resta reversibile: lo status di Paese candidato può anche essere ritirato se le condizioni non sono più rispettate.

I nodi della giustizia
In diversi ambiti, le linee-guida stilate dalla Commissione sono simili per i due Paesi. Ad esempio per quanto riguarda le questioni di ordinamento giudiziario e stato di diritto. L’Ucraina deve emanare al più presto una legislazione per selezionare i giudici della propria Corte costituzionale che includa “un processo di preselezione basato sulla valutazione della loro integrità e capacità professionali”, si legge nell’opinione della Commissione.

Anche altri organi non sono pienamente operativi: bisogna verificare l‘integrità dei candidati al Consiglio superiore della giustizia (il corrispettivo del nostro Csm) tramite un “Consiglio etico” istituito alla fine del 2021 e selezionare il candidato per istituire la “Commissione dei giudici di alta qualificazione”, l’organo che assegna i magistrati nei ruoli vacanti.

La Moldavia, da parte sua, è chiamata a colmare una serie di lacune rilevate dall’Osce e dalla Commissione di Venezia, l’organo del Consiglio d’Europa che valuta gli standard giuridici dei vari Paesi. Deve completare le fasi essenziali della riforma del sistema giudiziario, avviata di recente, garantendo indipendenza, integrità, ed efficienza in tutte le istituzioni. In particolare, si invita Chișinău ad assegnare tutti i posti che spettano alla magistratura nel Consiglio Supremo e nei suoi organi specializzati.

Il problema della corruzione
Un altro punto dolente in Ucraina e Moldavia è la corruzione: 32/100 e 36/100 il punteggio ottenuto dai due Paesi nel Corruption Perception Index 2021. Kiev deve rafforzare indagini proattive e un “sistema credibile” di procedimenti giudiziari e condanne, ma anche nominare un nuovo capo della Procura specializzata anticorruzione e un direttore dell’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina: ruoli chiave per arginare il fenomeno.

Necessario pure riformare l’intero settore delle forze dell’ordine ucraine e garantire che la legislazione anti-riciclaggio del Paese sia conforme agli standard del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale, cioè l’organizzazione intergovernativa deputata a contrastare il money laundering.

Una raccomandazione, quest’ultima, che riguarda pure la Moldavia, a cui viene inoltre richiesto l’impegno a “combattere la corruzione a tutti i livelli”: anche in questo caso attraverso indagini efficienti e processi credibili, ma anche adeguandosi agli stessi dettami del Centro nazionale anticorruzione moldavo.

Dagli oligarchi alla criminalità organizzata
L’Ucraina dovrebbe poi limitare l’eccessiva influenza degli oligarchi nella vita economica, politica e pubblica del Paese: implementando una legge già licenziata nel novembre 2021, ma anche adottandone una nuova sui mezzi di comunicazione, che affronti gli interessi dei gruppi di potere istituendo un’autorità indipendente per la regolamentazione dei media.

Ha un problema di eccessiva “oligarchizzazione” anche la Moldavia, che deve guardarsi meglio dalla criminalità organizzata: servono maggiore cooperazione con i partner internazionali, migliore coordinamento delle forze dell’ordine e un pacchetto legislativo sul recupero dei beni e la lotta alla criminalità finanziaria.

Più diritti per le minoranze e migliori servizi pubblici
Nella valutazione della Commissione è affrontato anche il tema delle minoranze nazionali, di scottante attualità in Ucraina vista la connessione con l’invasione russa. I diritti dei membri di queste comunità sono costituzionalmente garantiti nel Paese, ma il loro accesso a educazione, uso della propria lingua e rappresentatività negli organi elettivi “deve essere assicurato a tutti i livelli” seguendo le raccomandazioni in merito della Commissione di Venezia. Kiev, insomma, è sulla buona strada, ma deve “completare il quadro legale” per le minoranze nazionali e adottarlo immediatamente con “meccanismi efficaci”.

Alla Moldavia si chiede invece di rafforzare la protezione dei gruppi vulnerabili, sostenere l’uguaglianza di genere e combattere la violenza contro le donne. Chișinău presenta, secondo l’analisi della Commissione europea, anche una serie di carenze nei servizi pubblici offerti alla propria popolazione. C’è bisogno di riformare la pubblica amministrazione, completare la modifica del sistema di gestione delle finanze pubbliche (compresi gli appalti governativi) e rafforzare il coinvolgimento della società civile nei processi decisionali a tutti i livelli.

Queste le prime e più urgenti azioni da intraprendere per due governi che hanno manifestato il desiderio impellente di aderire all’Ue: il prossimo rapporto della Commissione sui progressi fatti è previsto entro la fine del 2022 e offrirà un’indicazione più chiara sul reale impegno assunto da Kiev e Chișinău.

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