Lo ius scholae approda nell’Aula della Camera: la proposta di legge sulla cittadinanza sarà in discussione dal 24 giugno. La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo. “E’ una bella notizia – dice Geri Ballo, portavoce dell’Associazione Volare e attivista della Rete per la riforma della cittadinanza – è un passo importante per arrivare all’approvazione di un diritto che centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi italiani di fatto, ma purtroppo non di diritto, stanno aspettando da troppo tempo”. “Adesso – avverte Ballo – ci aspettiamo che non ci siano stravolgimenti perché già il testo è un punto di mediazione che non può essere barattato con nulla. Facciamo del 2022 l’anno del diritto alla cittadinanza, non sprechiamo questa opportunità!”. La Rete per la riforma della cittadinanza, promotrice della campagna “Dalla parte giusta della storia”, esprime soddisfazione per questo importante passaggio. Proprio questa la rete di associazioni ha annunciato un mese di mobilitazioni di studenti, scuole, università. “Questo primo passo è fondamentale – dichiara Ada Ugo Abara, attivista della campagna – per dare una speranza di approvazione alla legge in questa legislatura. Ora più che mai c’è bisogno della responsabilità dei partiti. Le tante richieste di partecipazione che ci arrivano dalla società civile in queste ore ci danno coraggio per affrontare questa grande sfida”.

Soddisfatto della decisione il Pd. “E’ un importane passo avanti per riconoscere il diritto a essere cittadini a tante ragazze e ragazzi che italiani lo sono già di fatto” dice l’ex viceministro Matteo Mauri. Parla di “bellissima notizia” il sindaco di Bologna Matteo Lepore. “Il Parlamento ha l’opportunità di approvare una legge storica e riconoscere ai tanti bambini e ragazzi che nascono in Italia da genitori stranieri, o che qui crescono e studiano, il diritto di essere italiani al pari dei loro compagni di banco. Bologna è fortemente impegnata in questa battaglia di civiltà, con l’introduzione di questo principio nello statuto comunale e con il conferimento della cittadinanza onoraria a queste ragazze e ragazzi”.

La calendarizzazione, sottolinea il presidente della commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia (M5s), “è una buona notizia per tutte le realtà della società civile che si stanno mobilitando con passione e orgoglio a sostegno dello ius scholae”. “Chi sostiene questa legge deve fare tesoro di questa spinta, andando avanti con entusiasmo ed energia – continua Brescia – In commissione stiamo per andare verso le 15 ore di discussione, abbiamo votato circa 30 emendamenti su 480 e gli ostacoli non mancano, ma c’è una battaglia di civiltà da vincere, c’è una legge da aggiornare valorizzando il ruolo della scuola e il lavoro dei nostri insegnanti”.

Per la Lega, però, centrosinistra e M5s hanno deciso di rinviare la discussione al 24 giugno perché “sono consapevoli che gli italiani non vogliono lo Ius soli” e vogliono “evitare di essere puniti dalle urne”, come sottolineano i deputati leghisti in commissione Affari costituzionali.

La proposta di legge – di cui è relatore lo stesso Brescia – prevede che possa acquisire la cittadinanza italiana – su richiesta dei genitori – il minore straniero nato in Italia che abbia risieduto legalmente in Italia e abbia frequentato regolarmente, per almeno 5 anni, uno o più cicli scolastici. Questo percorso è aperto anche al minore purché abbia meno di 12 anni.

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