“Siamo in contatto con 100 persone in mare da 24 ore”. Ancora una richiesta di aiuto dal Mediterraneo centrale, lanciata nella notte su Twitter da Alarm Phone – l’Ong che monitora la presenza di barconi in difficoltà – in contatto con un centinaio di persone che stanno andando alla deriva vicino all’isola tunisina di Sharqi. “Il motore si è fermato e soffia un forte vento – aggiunge l’organizzazione non governativa – le persone chiedono urgentemente aiuto. Chiediamo alle autorità di lanciare subito un’operazione di ricerca e soccorso“.

Si tratta dell’ennesima richiesta di intervento. Il 17 maggio, sempre Alarm Phone aveva inviato un sos per 500 persone a bordo di un barcone, “in pericolo nella zona Sar maltese“. I volontari avevano ricevuto una chiamata dall’imbarcazione partita da Tobruk, in Libia. “Hanno problemi al motore – avevano spiegato sui social network – alcune persone stanno male, non hanno cibo né acqua. Abbiamo allertato le autorità. Soccorsi subito”. Il 21 maggio, una barca con a bordo numerosi migranti è affondata al largo della costa tunisina della città di Sfax. Quattro migranti sono morti e 44 persone sono state tratte in salvo, aveva riferito l’Organizzazione internazionale delle migrazioni tunisina. Il giorno successivo, 75 persone sono state soccorse dalla Ocean Viking, nave umanitaria dell’associazione SOS Méditerranée. Si trovavano in pericolo su un barcone a 67 chilometri dalle coste libiche dopo che la barca a vela Nadir li aveva assistiti per ore.

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