“Non è allo stato possibile determinare quale sia il reale fabbisogno economico necessario alla realizzazione degli interventi per la messa in sicurezza e bonifica del sito produttivo ex Ilva e dei territori limitrofi”. Lo ha affermato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, durante il ‘Question Time’ a Montecitorio, rispondendo a un quesito sulle bonifiche necessarie nelle aree dell’impianto siderurgico di Taranto. L’interrogazione, firmata da Forza Italia, aveva l’intento di confutare le polemiche innescate dal M5s, che ha parlato “scippo” di fondi destinati alle bonifiche, e che hanno prodotto fibrillazioni all’interno della maggioranza.

Il ministro Cingolani, invece, è stato costretto ad ammettere che l’importo totale, a oggi, è ignoto. Il titolare della Transizione Ecologica ha ripercorso i tanti passaggi della complessa vicenda dell’Ex Ilva. “Per quanto riguarda le misure di messa in sicurezza e di prevenzione, divise per le aree non oggetto di cessione ad Acciaierie Italia e che rimangono nella titolarità di Ilva Spa in A.S. (Amministrazione Straordinaria), esterne al perimetro attuale dello stabilimento ed esterne al nuovo perimetro d’installazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, queste sono di competenza dei commissari straordinari – ha spiegato Cingolani – e non sono più soggette ai controlli dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. È stato chiesto ai commissari straordinari – ha proseguito il ministro – di trasmettere all’osservatorio permanente del monitoraggio del piano ambientale per lo stabilimento siderurgico gli esiti degli autocontrolli effettuati dal 2018 al 2021 dagli stessi commissari straordinari e ai commissari è stato più volte chiesto di procedere con un piano di monitoraggio complessivo di tutta l’area condiviso con l’Arpa Puglia e con Ispra al fine di valutare la qualità della falda e di pianificare gli interventi di bonifica sulla falda stessa”. Ma a oggi “nonostante le richieste avanzate in sede di Osservatorio Ilva dalla riunione del 9 marzo 2021, non risulta ancora trasmesso dai commissari straordinari di Ilva Spa in A.S. un elenco degli interventi di natura ambientale ripristinatoria ancora da realizzare”, ha affermato ancora Cingolani, che ha concluso “prima di venire a conferire, mi sono sentito con alcuni dei rappresentanti e mi hanno detto di avere adesso delle stime economiche precise che hanno già presentato in qualche Commissione parlamentare. Io non le possiedo, me le manderanno e ne prenderemo visione”.

Alla risposta di Cingolani ha fatto seguito la replica del forzista Mauro D’Attis. “Lei non è responsabile di questi ritardi – ha detto il parlamentare – ma è assurdo che al Question Time si metta il ministro nella condizione di non conoscere le reali esigenze finanziarie e i reali progetti di bonifica per Taranto. Prenda il timone in mano a costo anche di commissariare i commissari”.

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