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Arrestato il presidente della Reggina: “Autoriciclaggio e omesso versamento dell’Iva”

I reati ipotizzati nei confronti dell’imprenditore Luca Gallo - che oltre ad essere presidente del club che milita in serie B opera nel settore dei servizi di sostegno alle imprese per la gestione e la fornitura del personale - sono autoriciclaggio e omesso versamento dell’Iva
Arrestato il presidente della Reggina: “Autoriciclaggio e omesso versamento dell’Iva”
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Autoriciclaggio e omesso versamento di imposte. È finito agli arresti domiciliari il presidente della Reggina Calcio Luca Gallo, 52 anni romano ma di origini calabresi. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip su richiesta della Procura di Roma. Oltre a essere il presidente della squadra di calcio che milita in serie B, Gallo opera nel settore dei servizi di sostegno alle imprese per la gestione e la fornitura del personale.

È stato arrestato stamattina dalla Guardia di finanza che ha condotto le indagini con il coordinamento dei procuratori aggiunti Giuseppe Conzo e Stefano Pesci. Gallo ha subito anche una perquisizione da parte delle fiamme gialle che hanno eseguito pure, nei suoi confronti, un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni per un valore pari a 11.437.340 di euro e delle quote sociali di 17 società che complessivamente impiegano 1700 dipendenti.

Tra queste società non c’è la Reggina ma, stando a quanto trapela, ci sarebbe la “M&G Coop multiservizi” che controlla “l’Amaranto Srl” e quindi la società della squadra di calcio. I pm romani sospettano che la “M&G Coop multiservizi” (adesso affidata all’amministratrice giudiziaria Katiuscia Perna) sarebbe stata acquistata dall’imprenditore con i proventi dell’evasione fiscale di cui è accusato. Gli arresti domiciliari sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari al fine di impedire la reiterazione dei reati.

L’inchiesta ha riguardato i flussi finanziari tra le numerose società facenti capo all’indagato, il cui core business è rappresentato dalla somministrazione di manodopera, in particolare dalla fornitura e gestione di personale messo a disposizione di imprese terze, dislocate su tutto il territorio nazionale e operanti nei più svariati ambiti, dalla ristorazione ai servizi alberghieri, dalla pulizia alle attività di logistica e facchinaggio.

L’arresto e il sequestro dei beni traggono origine da pregresse indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Roma alla Guardia di Finanza e da attività svolte in sinergia con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro nei confronti di società riconducibili Gallo.

Gli investigatori hanno accertato lo svolgimento di un’attività di somministrazione di personale ricorrendo allo schema del fittizio appalto di servizi e l’autofinanziamento dell’attività d’impresa attraverso il sistematico omesso versamento delle imposte, in particolare dell’iva e delle ritenute, nonché dei contributi relativi ai lavoratori dipendenti.

Soldi che Gallo avrebbe dovuto versare allo Stato e che, invece, avrebbe fatto circolare nei conti correnti delle sue aziende. Da qui l’autoriciclaggio commesso nell’ambito di un sistema criminale che la guardia di finanza ha ricostruito in un’informativa depositata in Procura che poi ha chiesto l’arresto. Non è la prima volta che Gallo finisce nei guai giudiziari. Nel 2021, infatti, aveva subito un altro decreto di sequestro preventivo di beni emesso sempre dal gip del Tribunale di Roma per quasi 7 milioni di euro.

Per gli inquirenti, ci sarebbe stato un sistematico “reimpiego” di cospicue somme provento dall’omesso versamento dell’iva per acquisire il controllo e la gestione della “Reggina 1914 srl”, la società calcistica appunto che non è oggetto della misura cautelare. In questo modo, Luca Gallo sarebbe diventato nel 2018 presidente della squadra di calcio della città dello Stretto, acquisendo le quote di tutti gli altri soci.

Oggi la Reggina è a metà classifica in serie B e, quest’anno, ha subito una penalizzazione di due punti perché la società di Gallo non ha versato, entro il termine del 16 febbraio 2022, le ritenute Irpef (riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per il periodo marzo-ottobre 2021) e i contributi Inps (riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per il periodo luglio-ottobre 2021). Più volte, in questi anni, Gallo ha dichiarato che la sua intenzione era quella di riportare la squadra in Serie A. Quello che i pm sospettano è che avrebbe voluto farlo con i soldi dell’evasione fiscale. Nel frattempo, nelle prossime settimane si capirà se la società sarà in grado di garantire quantomeno l’iscrizione alla serie B.

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