A quasi tre mesi da quando si è scoperto che l’Inps aveva iniziato a decurtare il reddito di cittadinanza alle persone che hanno ricevuto un aumento della pensione di invalidità in base alla sentenza n.152/2020 della Corte Costituzionale, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap Fish è tornata a chiedere al governo – stavolta con una petizione su Change.org – di fare qualcosa. “È avvenuto che molte famiglie in difficoltà abbiano perso o abbiano visto drasticamente ridotto il reddito di cittadinanza, con ricalcoli al ribasso e molte persone con disabilità questo mese si sono viste accreditare sulla carta solo 40 euro”, ricorda la Fish. “Risulta pertanto essenziale modificare i parametri per la concessione del reddito di cittadinanza, alla luce dell’aumento delle pensioni di invalidità”. La petizione è rivolta al presidente del Consiglio, ai ministri e sottosegretari, ai presidenti delle Camere, ai capigruppo parlamentari e ai presidenti di partito.

Come raccontato da ilfattoquotidiano.it, durante la conversione in legge del decreto Sostegni ter sia la Lega sia il M5s, Iv e i senatori del gruppo misto Paola Nugnes, Virginia La Mura e Matteo Mantero hanno proposto emendamenti ad hoc che sono però stati ritirati o respinti: superstite solo un odg di Nugnes, La Mura e Mantero che impegna il governo a varare “un intervento normativo volto a far sì che i benefici incrementali derivanti dall’entrata in vigore dell’articolo 15, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020 (…) non vengano considerati ai fini del rispetto dei requisiti reddituali e patrimoniali necessari alla percezione del reddito di cittadinanza”.

Nugnes e La Mura nei giorni scorsi sono tornare a chiedere una soluzione. “Il governo si è preso un impegno accogliendo un ordine del giorno a firma di Nugnes nel decreto Sostegni ter, ma ora chiediamo che passi la norma. Noi abbiamo presentato un emendamento nel decreto Ucraina che chiede una risposta immediata. Quello che stanno subendo i disabili al 100% percettori del reddito di cittadinanza è vergognoso. Ogni giorno ci arrivano tantissime segnalazioni, tra di esse uomini e donne afflitti non solo dalla malattia, ma anche dalla povertà economica. Si parla di assegni ricevuti di soli 40 euro, con cui a stento possono ricoprire le spese. Chiediamo al governo che l’impegno preso si trasformi in impegno concreto senza più rimandare”.

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