Le misure annunciate nelle scorse settimane per arginare l’epidemia di Covid in Hong Kong non sono state intraprese e la variante Omicron del Covid-19 – dilagante da oltre un mese – sta colpendo duramente l’ex colonia britannica causando un aumento del numero delle vittime. Gli obitori sono pieni al punto che le autorità hanno fatto ricorso massiccio ai container refrigerati: ora l’emergenza è la carenza di bare le cui scorte si esauriranno nel weekend. In meno di tre mesi dall’arrivo di Omicron, variante altamente trasmissibile, Hong Kong ha registrato quasi un milione di infezioni e oltre 4.600 decessi, la maggior parte nella popolazione anziana non vaccinata. Il tasso di vaccinazione è al 72%. La governatrice Carrie Lam ha riconosciuto oggi il problema, assicurando che due spedizioni di bare arriveranno molto presto dalla Cina.

Nelle scorse settimane i media di Hong Kong avevano riferito che la città ha registrato fino a oltre di 50mila giornalieri. L’isola si è trovata ad affrontare la peggiore ondata di contagi dall’inizio della pandemia da inizio febbraio. E a metà del mese era chiaro che l’impatto sarebbe stato così forte da minacciare di sopraffare il sistema sanitario con pazienti costretti ad aspettare su letti improvvisati al di fuori dei pronto soccorso e parcheggi adibiti a sale d’attesa dei reparti. Una situazione drammatica che aveva portato la governatrice Carrie Lam a una drastica decisione: ovvero l’obbligo per i 7,5 milioni di residenti della città a essere sottoposti a tre tamponi obbligatori. “Coloro che rifiutano saranno ritenuti responsabili” aveva detto la governatrice. Sul fronte delle restrizioni era stata decisa la chiusura delle scuole, di diverse attività commerciali come palestre, bar e saloni di bellezza fino alla fine di aprile. Vietati fino al 20 aprile i voli provenienti da nove Paesi, tra cui Gran Bretagna e Stati Uniti.

“Ieri sera ho appreso dall’Ufficio per l’alimentazione e la salute che sono in corso i preparativi per il trasporto delle bare via acqua“, ha detto Lam in una conferenza stampa, aggiungendo che i funzionari governativi stanno lavorando per aiutare le famiglie colpite da lutto nel completamento delle procedure, inclusa quella del recupero dei corpi già trasportati negli obitori pubblici senza che un medico rilasci un certificato di morte. “Cercheremo di trovare un modo perché si possano organizzare presto i funerali. Anche i crematori hanno lavorato giorno e notte a pieno regime”, ha aggiunto Lam.

Fuori dall’obitorio pubblico di Fu Shan, i lavoratori in equipaggiamento protettivo hanno oggi spostato i corpi coperti da teli neri da un camion in file di container refrigerati. I ricercatori dell’ex colonia britannica stimano che il bilancio delle infezioni a Hong Kong sia significativamente superiore ai dati ufficiali tanto da aver probabilmente raggiunto la metà dei suoi 7,4 milioni di abitanti. Lam è stata criticata per la gestione della crisi sia per l’impennata dei decessi sia per i messaggi poco chiari sul lockdown e i test di massa, ancora rinviati, mentre i netizen hanno espresso pesanti giudizi sui social media in mandarino, affermando che la diffusione del Covid in Cina è dovuta alla lenta risposta epidemica di Hong Kong. La vicina Shenzhen, infatti, è in lockdown con tutti i 17,5 milioni di residenti rinchiusi da lunedì delle proprie abitazioni a causa del riacutizzazione di Omicron nelle fabbriche e nei quartieri collegati all’ex colonia britannica.
Lam ha anche annunciato la chiusura delle spiagge dopo che sono emerse foto di residenti senza maschera e al sole, diventati il bersaglio online della rabbia dei cittadini di Shenzhen. “Dato che vediamo un’ondata di persone che vanno in spiaggia, dobbiamo prendere le misure appropriate per ridurre i movimenti del pubblico per garantire la sicurezza”, ha osservato la governatrice nella conferenza stampa trasmessa in streaming, diventata via via sempre più tesa.

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