Il Riformista lo presenta come uno scoop esclusivo: il conduttore di Report, Sigrifido Ranucci, “ha offerto dei soldi ad alcuni free lance che gli proponevano dei filmati per demolire la reputazione di un politico del Nord Italia. Non solo offriva soldi, ma li offriva con un raggiro“. Questo si legge nell’articolo firmato da Aldo Torchiaro dal titolo “Così lavora Ranucci: fatture false, latitanti, dossier di fango e 007 amici”, pubblicato sul sito del quotidiano diretto da Piero Sansonetti. Peccato che poco dopo, su Twitter, arrivi la risposta dello stesso Ranucci: “Bufala de Il Riformista che presenta come scoop un audio già passato in giudicato. L’audio era stato presentato dal sindaco Tosi ai magistrati. Tosi è stato condannato per diffamazione nei miei confronti a circa 2 anni“. Le accuse contenute nell’articolo, quindi, sarebbero vecchie e già bollate come false da un tribunale.

Il conduttore fa riferimento a fatti risalenti al 2014, quando l’inviato Sergio Borsato stava realizzando un’inchiesta sull’amministrazione veronese, allora guidata appunto da Flavio Tosi. L’ex sindaco accusò Ranucci di costruire un dossier falso usando fondi neri della Rai, portando come prova dei file audio, che però secondo i giudici furono modificati. Racconta ancora Ranucci: “Tosi mi aveva fatto registrare dai suoi uomini nel 2014″. L’audio “era stato manipolato secondo una perizia e Tosi era stato condannato per diffamazione nei miei confronti a circa 2 anni. La stessa denuncia che prenderà Aldo Torchiaro e il suo direttore”. Poi il conduttore fa un’altra precisazione: “La presunta fonte ben informata interna a Report non è informata. Le fatture non le fa Report e ogni materiale è sottoposto a controllo. Questo il terzo dossier falso sul sottoscritto”.

Nell’articolo si parla di un “metodo con il quale si fabbricavano dossier a spese della Rai” e si accusa Ranucci anche di aver “procurato un appuntamento con il capo dei Ros dei carabinieri” a un presunto latitante. Le accuse de Il Riformista sono state nel frattempo subito rilanciate da Italia Viva. Il deputato Luciano Nobili ha condiviso l’articolo su Twitter e ha commentato: “Se lo scoop fosse confermato saremmo di fronte ad uno scandalo gravissimo che colpisce il servizio pubblico e i soldi dei cittadini. L’ennesimo tassello dell’inqualificabile metodo Ranucci: il contrario esatto del giornalismo e della corretta informazione”.

Pure il presidente dei senatori renziani, Davide Faraone, membro della commissione Vigilanza Rai, dà rilievo alla vicenda: “Presento un’interrogazione in Commissione Vigilanza per chiedere conto della veridicità di queste notizie a tutela della Rai, dell’informazione pubblica, dei professionisti che vi lavorano e di una trasmissione di inchiesta storica che non può diventare una centrale di dossieraggi anonimi – si legge nella nota di Faraone- Una macchina del fango ordita, a quanto riporta il giornale, dal suo conduttore”. “Penso che davvero ci si debba fermare a riflettere sulla vera natura di una delle trasmissioni di punta della Rai perché francamente dopo gli episodi gravissimi di questi giorni sarà il caso che i vertici dell’azienda facciano chiarezza”, conclude Faraone.

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