Dopo il flop Casellati, tradita dai franchi tiratori in casa centrodestra, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, insieme al resto dei partiti della coalizione implosa, scelgono di astenersi alla sesta votazione, tra facce scure in Aula, imbarazzi evidenti e leader che si ignorano al momento del voto.
Anche in casa centrosinistra e M5s, in attesa di possibili intese su un nome condiviso con Salvini, si decide per la scheda bianca. Ma, nel segreto dell’urna, arriva un segnale politico: il presidente della Repubblica uscente, Sergio Mattarella, spinto da quei parlamentari che puntano ancora al bis (allontanato più volte dallo stesso capo dello Stato), da correnti interne al Pd, pezzi di M5S e Leu, vede crescere i propri consensi, raddoppiati rispetto al giorno precedente. I voti per Mattarella toccano quota 336 voti.
Di fatto, anche se la votazione si conclude con un nuovo nulla di fatto, un chiaro segnale ai leader e a chi siede al tavolo delle trattative, oltre che una richiesta di continuità. Mentre il pm Nino Di Matteo ottiene 41 preferenze, seguito da Pier Ferdinando Casini con 9, Luigi Manconi 8, Mario Draghi e Marta Cartabia 5. Quattro ne ottiene Elisabetta Belloni, ipotesi vede contrari Renzi, Forza Italia e LeU. Infine, tre voti vanno a Giuliano Amato e due anche a Casellati, presente allo spoglio, scura in volto dopo la bocciatura precedente.
C’è stato anche un piccolo ‘giallo’ ad animare la sesta votazione, svelato dal presidente della Camera, Roberto Fico, prima di dare lettura dei risultati definitivi. Viene registrata una differenza tra il numero dei votanti e il totale delle schede scrutinate. C’è una scheda in più. A spiegare la motivazione è lo stesso Fico: “La differenza è dovuta verosimilmente al fatto che nella distribuzione è stata erroneamente ricevuta da un elettore una scheda in più depositata poi nell’urna. Ma è del tutto ininfluente ai fini del risultato del voto e pertanto la votazione svolta deve ritenersi pienamente valida”. Tradotto, cambia poco. La votazione è dichiarata valida e si ripartirà alle ore 9.30 con il settimo scrutinio. In attesa che i leader delle forze politiche trovino prima un’intesa.

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