Due settimane fa i contagi superavano i 200mila casi di positività, ora il numero di infezioni da Sars Cov 2 è in calo e negli ultimi 7 giorni il decremento è stato pari al 41,7%. “Guardando le cose dal punto di vista del Regno Unito, sembra che ci sia luce in fondo al tunnel” afferma David Nabarro, emissario speciale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per il dossier Covid, citato dai media d’oltre Manica a proposito della prospettiva – ipotizzata negli ultimi giorni anche da esponenti della comunità accademica britannica – che la Gran Bretagna possa essere il primo Paese d’Europa a uscire dalla pandemia per entrare in una fase endemica più gestibile dell’infezione dopo l’apparente superamento del picco di casi alimentati dalla variante Omicron.

Nabarro manifesta tuttavia cautela sull’ipotizzata revoca delle residue restrizioni da parte del governo di Boris Johnson a partire dal 26 gennaio ed evoca un percorso “ancora accidentato per arrivare alla fine” vera e propria della pandemia. Gli ultimi dati britannici “ci offrono basi per sperare” che il trend dei contagi possa essere ora in calo, sottolinea, ma sarebbe “prematuro promettere la fine delle restrizioni a una data prestabilita”.

Negli ultimi giorni i nuovi positivi sono stati sempre meno di 100mila, lunedì 84.429 contagi, più di quelli censiti domenica (quando si verificano tuttavia ritardi statistici), con i morti in ulteriore leggero calo a 85. In lieve ma graduale discesa, su base settimanale, pure il totale dei ricoveri negli ospedali. Mentre sul fronte dei vaccini le prime dosi si assestano nettamente sopra quota 52 milioni, pari a più del 90% dell’intera popolazione britannica dai 12 anni in su; le seconde dosi a 48 milioni; e le terze dosi booster (offerte finora ai soli maggiorenni, da oggi anche agli over 16) a 36,5 milioni circa, vale a dire ben oltre i tre quarti degli abitanti adulti del Paese. Da lunedì 17 gennaio le terze dosi del vaccino anti Covid sono state allargate da oggi anche a 16enni e 17enni nel Regno Unito. La misura era stata annunciata giorni fa dal governo di Boris Johnson, assieme a quella della riduzione del periodo di alleggerimento per i contagiati a 5 giorni in Inghilterra, come già consentito da qualche tempo negli Usa: con la possibilità di uscire di casa già al sesto giorno, dopo un singolo test negativo.

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