Una spunta rossa appare improvvisa sullo schermo del computer connesso a LinkedIn, il social network impiegato principalmente nel mercato del lavoro. È posta a ridosso di una nuvoletta al cui interno sono posizionati tre punti di sospensione. Un messaggio. L’irlandese Roberto Lopes apre incuriosito la notifica. Proviene da un certo Rui Aguas ed è scritta in portoghese. Decide di non rispondere. Potrebbe essere uno spam. Meglio non rischiare. Il contatto però lo cerca nuovamente. È il settembre 2019 e questa volta Roberto decide di tradurre: “Ci hai pensato?”. La domanda lo spiazza e così traduce anche il primo messaggio. È una richiesta particolare. Chiede se fosse interessato a giocare con la nazionale di Capo Verde, paese da cui ha origine il suo cognome. Roberto infatti è un calciatore ma non sa che Rui Aguas non è uno profilo spam: è il CT portoghese del piccolo stato africano, nonché ex-calciatore di Benfica e Porto. Nella sua carriera ha vestito anche la maglia della Reggiana in Serie A, nella stagione 1994/95. “Non parlo portoghese – si è scusato – ma mi piacerebbe essere coinvolto se non è troppo tardi”.

Difensore classe 1992, Roberto “Pico” Lopes è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Bohemians di Dublino, la sua città natale. Soprannominati i Gypsies, i rossoneri sono una delle squadre più importanti d’Irlanda. Il terzo club più vincente del paese (dietro Shamrock Rovers e Dundalk) e uno dei più antichi d’Europa. Insomma, rappresenterebbe un ottimo punto di partenza per poter ambire a una carriera di buon livello. Quanto arriva in prima squadra, il Bohemians è però privo di risorse e non può offrirgli un contratto da professionista. Inizia così una carriera diversa. Sempre a Dublino ma in un istituto di credito, occupandosi di ipoteche. Un impegno part-time che non gli impedisce di continuare a giocare a calcio, in attesa di un’occasione migliore. Questa arriva nel gennaio 2017. Sono i rivali cittadini dello Shamrock Rovers a proporgli un contratto. Mette insieme una Coppa d’Irlanda (2019) e due campionati d’Irlanda (2020 e 2021).

Tutti titoli arrivati però dopo quel messaggio su LinkedIn che ha cambiato la sua carriera e che rappresenta qualcosa di più personale. Il padre Carlos ha sedici anni quando lascia l’arcipelago africano per cercare maggiore fortuna. Il mestiere di cuoco sulle navi prima di aprire un locale in Belgio e di trasferirsi in Irlanda, dove conosce la madre di Roberto: “Mio padre è raggiante. Membri della famiglia sparsi in tutto il mondo l’hanno contattato per complimentarsi per i miei successi sportivi. Sono davvero orgoglioso. E pensare che mi sono quasi perso tutto questo perché non ho risposto a un messaggio di LinkedIn”.

Oggi Rui Aguas non è più sulla panchina dei capoverdiani. Al suo posto siede Bubista. Roberto Lopes, a 29 anni, si appresta a disputare la sua prima Coppa d’Africa in Camerun. Punto di riferimento durante la fase di qualificazione (secondi nel girone F davanti a Ruanda e Mozambico) esordirà il prossimo 9 gennaio nel match contro l’Etiopia. Oltre alla squadra del Corno d’Africa, Capo Verde dovrà affrontare Burkina Faso e i padroni di casa del Camerun. L’obiettivo è replicare il cammino dell’edizione 2013, quando i Creoli si spinsero fino ai quarti di finale.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, accessibile a tutti.
Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte con idee, testimonianze e partecipazione.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coppa d’Africa al via, gli italiani che l’hanno vissuta | Beppe Dossena: “Indimenticabile”. L’arbitro Messina e “gli stadi del Mali tutti uguali”

next
Articolo Successivo

Calcio, in Serie A arriva il limite di cinquemila spettatori allo stadio: ma solo dal 16 gennaio. Prossimo turno e Supercoppa ancora al 50%

next