Il 23 dicembre la Procura di Roma ha ordinato l’arresto del fondatore e leader dell’organizzazione “Unione forze identitarie” (Ufi) con l’accusa di “associazione sovversiva” e ha disposto la misura dell’obbligo di dimora a 3 persone, oltre all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per una quarta.

I provvedimenti sono stati emessi a conclusione di una indagine condotta dalla Digos di Roma e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, su una struttura “paramilitare suprematista”, operativa su tutto il territorio nazionale e vicina al gruppo estremista e suprematista bianco “Feuerkrieg Division”, ramo della più nota “Atomwaffen Division”, inserito dal governo britannico nella lista dei gruppi terroristici.

L’organizzazione forniva ai suoi giovani membri lezioni sul confezionamento di esplosivi o sulla fabbricazione artigianale di armi, anche con l’uso di sostanze chimiche facilmente reperibili sul mercato. Nei confronti di altri 4 associati, residenti su tutto il territorio nazionale, la Procura di Roma ha disposto perquisizioni.

“L’attività investigativa ha evidenziato una struttura sovversiva di ‘ultima generazione‘, operativa sul web attraverso una intensa opera di propaganda nazionalsocialista e razzista – spiega una nota della Questura -, e nel mondo reale con basi logistiche secondo un modello definito di ‘stay behind‘, ovvero segreto-paramilitare, in grado di operare nei casi di necessità”.

Le indagini, scrivono sempre gli investigatori, “hanno messo in evidenza come l’opera di proselitismo fosse proiettata alla radicalizzazione del pensiero estremista di ragazzi, spesso minori con situazioni di disagio, secondo processi tipici di contesti eversivi fondamentalisti. L’indottrinamento avveniva anche mediante l’esaltazione delle azioni terroristiche, definite come ‘Jihad bianca‘ commesse dai cosiddetti lupi solitari tra cui Luca Traini, Anders Behring Breivik, Brenton Tarrant, Stephan Balliet e John Earnest.

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