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Scienza - 17 Dicembre 2021
L’immunologo Di Perri: “Vaccino i miei bambini e faccio loro un regalo per la vita, vi spiego perché” – Le sue risposte ai principali timori dei genitori
La Playlist Scienza
- 14:18 - Marra (Diabete Italia): "Campagna Un passo avanti punta su screening precoce"
Roma, 10 dic. (Adnkronos Salute) - "La campagna 'TD1 Passo avanti' rappresenta un'iniziativa fondamentale per sensibilizzare la comunità sulla rilevanza dello screening precoce e della diagnosi tempestiva del diabete di tipo 1. Attraverso un'azione mirata in 4 regioni italiane (Lombardia, Marche, Campania e Sardegna), nelle quali è già stato avviato il programma, questa campagna coinvolge non solo le famiglie e i professionisti del settore, ma anche le scuole, un luogo cruciale per l'identificazione dei primi segnali della malattia. Il nostro impegno è quello di garantire che il diabete di tipo 1 non comprometta la qualità di vita dei bambini, facendo 'un passo avanti' verso una maggiore consapevolezza, educazione, inclusione sociale e, soprattutto, un equo accesso alle cure". Lo ha detto Fabiano Marra, vicepresidente Diabete Italia Rete Associativa Odv e referente per l'età evolutiva, in occasione della presentazione - oggi a Roma - della campagna 'Un passo avanti', iniziativa voluta da Sanofi per sensibilizzare sul diabete autoimmune di tipo 1 (TD1) e la diagnosi precoce.
"Le attività nelle scuole, come la distribuzione di materiali educativi per insegnanti, bambini e famiglie, sono essenziali per creare una rete di supporto e per promuovere lo screening fin dai primi anni di vita - spiega Marra - Con l'aiuto delle istituzioni, delle società scientifiche e delle famiglie, possiamo fare la differenza nel migliorare la diagnosi, la gestione della malattia ed evitare le gravi conseguenze dell'esordio in chetoacidosi diabetica". Diabete Italia "ha accolto con entusiasmo questa campagna di sensibilizzazione e attraverso i suoi volontari sul territorio svolgerà un ruolo attivo nella promozione del programma di screening nelle rispettive comunità di riferimento".
Il momento della diagnosi della malattia in un bambino "per i genitori è devastante, uno choc perché l diabete non è una malattia che necessita solamente di essere curata da un punto di vista sanitario, ma è una patologia sociale che coinvolge tutto il nucleo familiare e tutta la comunità di riferimento, la scuola, le società sportive, i gruppi parrocchiali. Qualunque attività il bambino con diabete debba fare coinvolge molti altri soggetti. Come associazioni possiamo fare molto, fornendo il nostro contributo di persone che hanno già vissuto questa patologia e quindi garantire ai pazienti e alle famiglie una serenità maggiore per tutto quello che dovranno affrontare dal momento dell'esordio", conclude.
- 14:16 - Germania: arrestati 3 presunti estremisti islamici per complotto di attacco
Berlino, 10 dic. (Adnkronos/Dpa) - La polizia tedesca ha arrestato tre presunti estremisti islamici sospettati di aver pianificato un attacco. Lo hanno reso noto le autorità tedesche. Secondo l'Ufficio investigativo criminale statale del Baden-Württemberg, gli uomini si erano procurati anche un fucile d'assalto e munizioni. Due dei sospettati sono fratelli di Mannheim, di 15 e 20 anni, e un uomo della regione tedesca dell'Assia di 22 anni.
Gli investigatori hanno affermato che i due fratelli hanno una forte ideologia religiosa e una "profonda simpatia" per l'organizzazione terroristica Stato Islamico. Le autorità hanno trovato il fucile d'assalto in possesso del 22enne.
I tre giovani sono stati arrestati nelle loro case da unità speciali di polizia e ieri sono stati portati davanti a un magistrato del tribunale distrettuale di Karlsruhe, che ha ordinato la loro custodia cautelare. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati anche un passamontagna, un giubbotto protettivo tattico, diversi coltelli e diversi telefoni cellulari e supporti dati.
- 14:02 - Stati Generali delle Aree protette italiane, a Roma il prossimo 17 e 18 dicembre
Roma, 10 dic. - (Adnkronos) - Si svolgeranno a Roma, il prossimo 17 e 18 dicembre, gli “Stati Generali delle Aree protette italiane”. Organizzati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in collaborazione con Federparchi-Europarc Italia, la due giorni vedrà la presenza, insieme al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, e al Sottosegretario Claudio Barbaro, di organizzazioni ambientaliste, enti parco, enti locali, operatori turistici, mondo della ricerca e delle università, rappresentanti governativi e politici. L’evento, organizzato a distanza di dieci anni dall’ultima volta, avrà luogo alla Biblioteca Nazionale di Roma.
“Gli Stati Generali rappresentano un momento importante di riflessione e pianificazione per il futuro delle aree protette italiane, nell’ottica di contemperare le necessarie esigenze di tutela ambientale con quelle di uno sviluppo economico sostenibile”, ha affermato il ministro Pichetto. “Saranno due giorni di confronto approfondito con i principali stakeholder del settore - aggiunge il Ministro - con l’obiettivo condiviso di modernizzare le politiche in materia, al fine di custodire e valorizzare al meglio il nostro straordinario patrimonio naturale”. In Italia si contano circa 1049 aree protette così costituite: 24 Parchi nazionali; 30 Aree Marine Protette (tra cui il santuario Pelagos e 2 parchi sommersi); 149 Riserve naturali statali; 149 Parchi regionali; 450 Riserve regionali; 5 Parchi geominerari. A questi vanno aggiunte altre aree protette nazionali e regionali, i siti Natura 2000, i siti Ramsar, le riserve Mab Unesco, le zone Zsc.
“L’Italia - spiega il Sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica, con delega anche alle Aree protette, Claudio Barbaro - è uno dei primi Paesi al mondo per biodiversità, con un alto numero di aree protette, che non sono mai state messe a sistema: per farlo occorre ripensare alla legge 394 in maniera altrettanto sistemica”. “Gli Stati Generali saranno l’occasione per raccogliere suggerimenti, criticità, proposte e necessità di chi gestisce le aree protette, per poi immaginare insieme un sistema. In questi due anni di Governo mi sono interfacciato con diversi operatori delle aree protette e se c’è una cosa su cui siamo tutti d’accordo è che la Legge Quadro sulle Aree Protette, la 394, va emendata. L’obiettivo per il 2025 non è solo quello di un mero rinnovo e aggiornamento, ma di passare da un sistema di gestione atomizzato, frammentato e diviso, a un sistema di rete”, aggiunge il Sottosegretario.
- 14:01 - Stati Generali delle Aree protette italiane, a Roma il prossimo 17 e 18 dicembre
Roma, 10 dic. - (Adnkronos) - Si svolgeranno a Roma, il prossimo 17 e 18 dicembre, gli “Stati Generali delle Aree protette italiane”. Organizzati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in collaborazione con Federparchi-Europarc Italia, la due giorni vedrà la presenza, insieme al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, e al Sottosegretario Claudio Barbaro, di organizzazioni ambientaliste, enti parco, enti locali, operatori turistici, mondo della ricerca e delle università, rappresentanti governativi e politici. L’evento, organizzato a distanza di dieci anni dall’ultima volta, avrà luogo alla Biblioteca Nazionale di Roma.
“Gli Stati Generali rappresentano un momento importante di riflessione e pianificazione per il futuro delle aree protette italiane, nell’ottica di contemperare le necessarie esigenze di tutela ambientale con quelle di uno sviluppo economico sostenibile”, ha affermato il ministro Pichetto. “Saranno due giorni di confronto approfondito con i principali stakeholder del settore - aggiunge il Ministro - con l’obiettivo condiviso di modernizzare le politiche in materia, al fine di custodire e valorizzare al meglio il nostro straordinario patrimonio naturale”. In Italia si contano circa 1049 aree protette così costituite: 24 Parchi nazionali; 30 Aree Marine Protette (tra cui il santuario Pelagos e 2 parchi sommersi); 149 Riserve naturali statali; 149 Parchi regionali; 450 Riserve regionali; 5 Parchi geominerari. A questi vanno aggiunte altre aree protette nazionali e regionali, i siti Natura 2000, i siti Ramsar, le riserve Mab Unesco, le zone Zsc.
“L’Italia - spiega il Sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica, con delega anche alle Aree protette, Claudio Barbaro - è uno dei primi Paesi al mondo per biodiversità, con un alto numero di aree protette, che non sono mai state messe a sistema: per farlo occorre ripensare alla legge 394 in maniera altrettanto sistemica”. “Gli Stati Generali saranno l’occasione per raccogliere suggerimenti, criticità, proposte e necessità di chi gestisce le aree protette, per poi immaginare insieme un sistema. In questi due anni di Governo mi sono interfacciato con diversi operatori delle aree protette e se c’è una cosa su cui siamo tutti d’accordo è che la Legge Quadro sulle Aree Protette, la 394, va emendata. L’obiettivo per il 2025 non è solo quello di un mero rinnovo e aggiornamento, ma di passare da un sistema di gestione atomizzato, frammentato e diviso, a un sistema di rete”, aggiunge il Sottosegretario.
- 13:58 - Tumori, Ash 2024: nuovi dati consolidano efficacia farmaci biologici in ematologia
Roma, 10 dic. (Adnkronos Salute ) - Nuovi risultati da diversi studi presentati nel corso del 66° Congresso dell'American Society of Hematology (Ash), in calendario dal 7 al 10 dicembre 2024 a San Diego, dimostrano e consolidano la forza e il valore dei trattamenti in ematologia di Roche a base di farmaci biologici. In particolare i dati dal follow-up a 5 anni dello studio registrativo di fase 3 Polarix, che ha valutato polatuzumab vedotin in associazione a rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone (R-Chp) in soggetti con linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) non pretrattato (prima linea, 1L) - si legge in una nota - mostrano miglioramenti a lungo termine (follow-up mediano di 60,9 mesi).
"Polarix è stata la prima sperimentazione in 20 anni a migliorare gli standard di trattamento per il Dlbcl in prima linea - ha affermato Levi Garraway, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche - Oltre 38mila persone in tutto il mondo sono state trattate con polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp. Questi dati ribadiscono che tale terapia è potenzialmente in grado di migliorare gli esiti dei pazienti a cui viene diagnosticato questo linfoma aggressivo". L'analisi esplorativa ha indicato una tendenza positiva nella sopravvivenza globale (Os) della popolazione intent-to-treat (Itt) a favore del trattamento con l'anticorpo bispecifico e R-Chp, rispetto a rituximab più ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone (R-Chop). Dai risultati è emersa una riduzione del rischio di decesso (hazard ratio [Hr] 0,85; intervallo di confidenza [Ic] al 95%: 0,63-1,15) con la terapia di associazione con polatuzumab vedotin nei soggetti con Dlbcl non trattato in precedenza, corrispondente a un miglioramento rispetto ai dati di follow-up a 3 anni (Hr 0,94; Ic al 95%: 0,67-1,33). Il follow-up proseguirà per altri 2 anni.
"Sebbene il Dlbcl sia un tumore notoriamente difficile da trattare, polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp ha rappresentato un progresso significativo per i pazienti, che ha contribuito a ridurre le recidive e la progressione della malattia - ha osservato Gilles Salles, responsabile del Servizio linfomi presso la Divisione di Oncoematologia del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, negli Stati Uniti - La tendenza della sopravvivenza osservata in questa analisi di follow-up riconferma l'impatto" di tale "trattamento di prima linea e il suo ruolo come standard di cura". Oltre alla tendenza positiva nell'Os, un'analisi osservazionale ha suggerito che i pazienti in terapia con polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp hanno richiesto quasi il 25% in meno dei trattamenti di follow-up, come radioterapia, chemioterapia sistemica e terapia Car-T, rispetto ai pazienti trattati con R-Chop (38,3% vs 61,7%). Un'analisi economica del 2022 ha evidenziato un aumento dei costi sanitari totali con ogni linea aggiuntiva di trattamento nel Dlbcl recidivante o refrattario. Pertanto, una riduzione del numero di terapie successive allevia una parte del carico associato alla recidiva e alla progressione della malattia.
I dati a 5 anni, in linea con quelli a 3, e senza nuovi elementi in merito a sicurezza, suggeriscono dunque che polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp è potenzialmente in grado di indurre remissioni durevoli e durature, ma anche una riduzione numerica dei decessi correlati al linfoma rispetto a quelli trattati con R-Chop (9,0% vs 11,4%). Polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp è attualmente approvato per il trattamento del Dlbcl in prima linea in oltre 90 Paesi in tutto il mondo, tra cui Stati Uniti, Paesi dell'Unione europea, Regno Unito, Giappone, Canada e Cina. Roche continua a collaborare con le autorità sanitarie internazionali per mettere questo regime di trattamento a disposizione di un numero sempre più elevato di pazienti. Nell'intento di migliorare ulteriormente gli standard di trattamento, la farmaceutica sta esaminando polatuzumab vedotin in associazione ad altre molecole, compresi i suoi anticorpi bispecifici. Le sperimentazioni includono lo studio di fase 3 Skyglo, volto a valutare l'efficacia di polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp e glofitamab rispetto a polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp nel Dlbcl 1L.
Un secondo importante risultato riguarda i nuovi dati relativi al programma di sviluppo clinico degli anticorpi bispecifici CD20xCD3 mosunetuzumab e glofitamab. Con oltre 20 abstract sugli anticorpi bispecifici accettati per la presentazione, i dati mostrano i benefici di glofitamab e mosunetuzumab a durata fissa in diversi tipi di linfomi aggressivi e indolenti. Nel dettaglio, dal follow-up a 3 anni dello studio registrativo di fase 2 NP30179 su glofitamab in soggetti con linfoma a grandi cellule B (Lbcl) recidivante o refrattario (R/R) è emerso che il 40% dei pazienti ha ottenuto una risposta completa (Cr), con una durata mediana di 29,8 mesi ([Ic] al 95%: 22,0-non stimabile [Ns]). La maggior parte dei pazienti in remissione completa alla fine del trattamento è rimasta in remissione 2 anni dopo il completamento della terapia. La sicurezza è apparsa in linea con l'analisi precedente.
I dati a lungo termine a 4 anni provenienti dallo studio registrativo di fase 2 GO29781 su mosunetuzumab in pazienti con linfoma follicolare (Lf) R/R hanno evidenziato remissioni durature con quasi due terzi (64,0% [95% CI: 50,1-78,0]) dei pazienti con una Cr, vivi e senza progressione della malattia a 45 mesi. Il tasso di risposta globale (Orr) e i tassi di Cr nella popolazione globale si sono attestati rispettivamente al 77,8% e al 60,0%. Risultati coerenti sono stati riscontrati nei pazienti con storia di progressione della malattia entro 24 mesi dal trattamento di prima linea (Pod24), solitamente più difficile da trattare. Non sono stati osservati nuovi elementi da segnalare in merito alla sicurezza rispetto all'analisi precedente.
Entrambi gli studi hanno anche dimostrato il ripristino dei livelli di linfociti B a partire da 12-18 mesi a seguito del trattamento con glofitamab e dopo una mediana di 19 mesi a seguito del trattamento con mosunetuzumab; tale ripristino indica il recupero del sistema immunitario e avvalora l'utilizzo di un approccio di trattamento a durata fissa. Il ripristino dei linfociti B dopo il trattamento per il linfoma è importante per il mantenimento della funzione del sistema immunitario dei pazienti.
Uno studio e un modello economico statunitensi su dati del mondo reale, volti a valutare il travel burden correlato al trattamento dei pazienti con linfoma non Hodgkin R/R in diverse terapie con anticorpi bispecifici, mettono in evidenza l'impatto della distanza dal luogo di cura, del tempo impiegato per gli spostamenti e dei costi associati, un aspetto dell’esperienza dei pazienti che, al di là dell'efficacia e della sicurezza clinica, viene spesso trascurato. Questi fattori rivestono un ruolo fondamentale nel processo decisionale terapeutico, sottolineando ulteriormente l'importanza di opzioni di trattamento orientate ai pazienti.
Sono stati inoltre presentati, per la prima volta, i dati di un'analisi primaria dello studio di fase 2 GO29781 su mosunetuzumab sperimentale somministrato per via sottocutanea in pazienti con Lf in terza linea o linee successive. I risultati evidenziano la non inferiorità farmacocinetica rispetto alla somministrazione endovenosa (ev): mosunetuzumab a durata fissa ha determinato tassi più elevati di remissioni profonde e durevoli, con il 76,6% dei pazienti che ha registrato un Orr e un tasso di Cr del 61,7%, in base alla valutazione del comitato di revisione indipendente. La sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 23,7 mesi (Ic al 95%: 14,6-Ns), mentre la sopravvivenza globale mediana non è stata raggiunta. Gli eventi avversi (Ae) di tutti i gradi più comuni sono stati reazioni in sede di iniezione (60,6%; tutti i gradi 1-2), affaticamento (35,1%) e sindrome da rilascio di citochine (Crs; 29,8%). Il tasso e la gravità degli eventi di Crs sono stati bassi (grado 1-2, 27,6%; grado 3, 2,1%); tutti questi eventi si sono manifestati durante il primo ciclo e si sono risolti. I dati sono stati presentati alle autorità sanitarie con l'intento di offrire ai pazienti e agli operatori sanitari un trattamento alternativo, nonché maggiore possibilità di scelta in termini di opzioni di somministrazione, a seconda delle proprie esigenze.
- 13:52 - Siria: Qatar, 'Israele sfrutta situazione per violare sovranità Paese'
Doha, 10 dic. (Adnkronos) - "Israele sta sfruttando la situazione in Siria per violare la sua sovranità". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al-Ansari, commentando che "questo è inaccettabile. Non ci deve essere alcun intervento straniero in Siria".
- 13:32 - Manovra: Guerra, 'da maggioranza ancora no proposte per crisi industriale e salario minimo'
Roma, 10 dic. (Adnkronos) - “Pare che anche la maggioranza stia ripensando a tornare indietro su alcune delle misure sbagliate della sua legge di bilancio, cosi come da subito abbiamo chiesto con gli emendamenti del Partito Democratico". Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata Pd e responsabile nazionale Lavoro.
"Penso all'abolizione del blocco parziale del turn over per gli enti locali, al rifinanziamento del fondo affitti azzerato dalle due precedenti manovre, allo stop a un ampliamento ingiustificato della web tax a piccoli operatori che gia pagano l'imposta sui redditi. Bene, ma ci sarebbe piaciuto discuterne insieme gia oggi in commissione. Niente invece ancora sulle proposte finalizzate a fronteggiare le gravi crisi industriali che attanagliano il paese o a stabilire infine un salario minimo legale che metta uno stop alla corsa al ribasso dei salari".
"Temi che non sembrano appassionare questa maggioranza quanto la battaglia per intestarsi questa o quella riduzione, temporanea, di imposta per questa o quella categoria di fortunati contribuenti. Questione di priorità”.
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