“Quando nel 2013 le autorità regionali hanno saputo della contaminazione provocata da Pfas hanno iniziato ad installare filtri a carbone attivo per garantire la salubrità dell’acqua potabile, ma in quel periodo le autorità regionali avrebbero dovuto informare la popolazione, distribuire informazioni delle implicazioni sulla salute in relazione a queste contaminazioni. Tutto ciò non è stato fatto”. Così Marcos Orellana, ONU Special Rapporteur on Toxics and Human Rights, dopo aver presentato a Roma il suo rapporto al termine della mission in Italia, parlando del caso Pfas in Veneto.

“Nel 2016-2017, nell’ambito di un piano di monitoraggio della salute, alcune persone hanno ricevuto delle lettere nelle quali si invitavano a sottoporre i bambini a delle analisi. Ed è soltanto in quel periodo che hanno saputo di queste contaminazioni. La mancata divulgazione delle informazioni alla popolazione fu un fatto molto grave”, ha aggiunto il delegato Onu in missione in Italia, sottolineando che oggi, in Veneto, “il monitoraggio va molto bene ma la mia preoccupazione è se si è riusciti ad affrontare davvero le problematiche”.

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