Tracce di cocaina in undici bagni di Westminster, luoghi accessibili solo a persone con il pass parlamentare. Sembra destinata a scatenare polemiche – e non solo – l’inchiesta del Sunday Times, secondo il quale la presenza e l’uso dello stupefacente tra i parlamentari ha sfiorato livelli altissimi, tanto che adesso si valuta l’introduzione di cani anti-droga all’interno del palazzo del Parlamento londinese e lo speaker della Camera inglese promette l’apertura di un’indagine.

“C’è una cultura della cocaina in Parlamento – dice al Sunday Times un veterano di Westminster – Alcuni si fanno continuamente, altri assaggiamo ogni tanto. Alcuni sono nomi noti, altri sono giovani deputati ambiziosi o funzionari: pensano di essere intoccabili”. E ancora: “Ciò che è un segreto aperto a Westminster è la cultura della droga – ha raccontato un consigliere speciale – Tutti sanno in quale ufficio andare per trovare una canna”. Addirittura, stando alla ricostruzione del quotidiano inglese, un ex deputato avrebbe assunto in passato il suo pusher come membro del suo staff, riuscendo in questo modo a pagarlo regolarmente.

Di fronte alle rivelazione del Sunday Times, lo speaker della Camera, sir Lindsay Hoyle, ha promesso un’indagine e la prossima settimana una Commissione si occuperà del caso. E, lanciando un monito a chiunque porti cocaina o altre sostanze illegali in Parlamento, Hoyle ha affermato di considerare la questione come una priorità e di voler vedere “la piena ed efficace applicazione della legge” con sanzioni gravi per coloro che trasgrediscono le regole. “Non c’è posto nella nostra società per le droghe e certamente non nel nostro Parlamento”, ha invece commentato la ministra dell’Interno, Priti Patel, facendo riferimento alla massima pena detentiva di sette anni per il possesso di cocaina.

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