Il “futuro allargamento dell’offerta vaccinale alla platea 5-11 anni” è “probabile“. Lo scrive il commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo in una circolare dall’oggetto “Indicazioni sulla prosecuzione della campagna vaccinale”, in cui incoraggia a “calendarizzare la somministrazione delle terze dosi rispettando senza indugio le tempistiche indicate dalle Autorità sanitarie, ovvero a partire dal 181° giorno dal completamento del ciclo vaccinale primario”. E sulla somministrazione di Pfizer ai bambini si è espresso in senso favorevole – a Sky Tg24 – anche il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli: “È assolutamente un vaccino sicuro, non a caso ha ricevuto l’immediata approvazione sia dalla Food and Drug Administration sia dal Centers for Disease Control”. Alla domanda se sia ipotizzabile partire entro Natale risponde: “Credo che l’Ema possa arrivare ad una valutazione e ad una approvazione entro fine mese-prima metà di dicembre. A quel punto lì potremo partire”.

La scelta di ampliare ancora la platea di vaccinabili arriva mentre le prime dosi subiscono un ulteriore crollo, con il numero dei nuovi immunizzati che – dopo aver sfiorato quota 440mila nella settimana 11-17 ottobre – nelle ultime due settimane è sprofondato prima a 239mila (-45,7%) e poi poco sopra 144mila. Già lo scorso agosto, con le prime flessioni nei numeri della campagna, Figliuolo aveva scelto di puntare sui giovanissimi creando per loro una corsia preferenziale negli hub. Eppure sull’opportunità di somministrare il composto anti-Covid ai bambini il mondo scientifico è diviso: tra le voci dubbiose c’è quella di Michael Kurilla, direttore della divisione innovazione-clinica del National Institutes of Health degli Usa (Nhs), l’unico ad astenersi tra i 18 membri del comitato Fda che ha dato l’ok all’uso nella fascia 5-11 anni: “Per i bambini sani l’equilibrio tra rischi e benefici non è ancora chiaro, e i dati in nostro possesso indicano come il 40% dei bambini under 12 potrebbe già essere stato infettato da Sars-CoV-2”, ha detto in un’intervista al Fatto.

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