“Da metà agosto sono sotto scorta 24 ore su 24“. Questa la rivelazione di Sigfrido Ranucci al programma “Un giorno da pecora” su Rai Radio1. Il vicedirettore di Rai 3 e dal 2017 conduttore del programma di giornalismo investigativo Report ha raccontato di aver subito minacce di morte: “C’è un buontempone che dal carcere avrebbe incaricato due killer stranieri. Sarebbe un personaggio che gestisce il narcotraffico, legato a famiglie di ‘ndrangheta“.

Non è la prima volta per Ranucci. Nella puntata dello scorso 4 gennaio il pregiudicato Francesco Pennino aveva affermato che già nel 2010 il conduttore sarebbe stato stato bersaglio di uomini vicini al boss siciliano Beppe Madonia. Nel libro “Il Patto”, scritto con Nicola Biondo, indagava sulla trattativa Stato-mafia. “Io cucinavo in carcere in quel periodo, tra l’aprile e l’ottobre del 2010 – aveva raccontato Pennino – Beppe Madonia era in infermeria e io gli portavo da mangiare. Hanno detto che volevano pagare per ammazzarti: “‘Sto figlio di pu*** ci ha inguaiati con ‘sto libro”, dicevano. Poi da fuori hanno avuto lo stop, gli hanno detto di non fare “rumore” in quel periodo”.

Successivamente interpellato al telefono dall’Ansa, alla domanda che sul significato della parola buontempo il giornalista ha risposto: “Era un paradosso, è un uomo molto pericoloso al comando di una piazza del narcotraffico, negli anni passati ha avuto anche legami con il cartello di Pablo Escobar, con la destra eversiva, e non solo. Le indagini sono partite a luglio e a metà agosto quando è stato tramite indagini accertato dagli investigatori che aveva dato l’ordine a due killer stranieri di colpirmi, hanno deciso di intensificare la scorta – , dal 2009 sono sotto tutela. La mia abitazione è già attenzionata, ora è sorvegliata anche di notte”. Di fatto “non posso muovermi liberamente senza due persone che mi seguono negli spostamenti, ho le macchine sotto case in auto con loro e non posso portare nessuno con me“. Ranucci perché questa persona la vuole eliminare? “Ne abbiamo parlato in trasmissione in più di un’occasione”. E per quale motivo sarebbero stati identificati due killer stranieri? “Mi hanno detto così gli investigatori, forse due albanesi, ma non c’è certezza, devono avere riscontri, c’è un’indagine”. E il buontempone? “Pare una volta abbia ordinato di colpire un avvocato, si è salvato per miracolo per la fuoriuscita di un proiettile, che non ha toccato organi vitali”.

Report ha aperto la propria stagione ieri con una puntata sui vaccini, ottenendo il 10,4% di share. “Siamo molto contenti, c’è un gran lavoro di squadra. Ecco non mi interessa della scorta intensificata mi cambia poco la vita. Quello che mi preoccupa è la libertà di stampa di inchiesta. È chiaro, ora inquirenti e magistratura stanno accertando tutto, stanno facendo riscontri. Certamente, ancora, una volta sono i giornalisti a finire nel mirino che lavorano per raccontare fatti”. Ranucci ricorda poi – precisando di non collegare con l’episodio in questione – le centinaia di querele ricevute da Report. “Noi non riveleremo mai le nostre fonti, anche se certo siamo bersagliati ad ogni puntata”.

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