Il primo scoglio per la legge di Bilancio da 23 miliardi del governo Draghi è il superamento di quota 100. La Lega, durante il consiglio dei ministri riunito dalle 17 a valle di una cabina di regia che sulla carta avrebbe dovuto sciogliere tutti i nodi, ha espresso una “riserva politica” nei confronti della proposta avanzata dal ministro dell’Economia Daniele Franco: procedere con la cosiddetta quota 102 (cioè l’uscita dal lavoro con 64 anni d’età più 38 di contributi) nel 2022 per poi arrivare a quota 104 nel 2023. Gli altri terreni di scontro tra i partiti di maggioranza riguardano il reddito di cittadinanza – dovrebbe arrivare un finanziamento aggiuntivo da circa 1 miliardo per il 2022 – e il taglio delle tasse, piatto forte della prossima legge di Bilancio. Che finalmente potrebbe portare con sé anche la riduzione della “tampon tax“, cioè l’Iva sugli assorbenti igienici.

L’esecutivo pensa di destinare circa 8 miliardi al taglio dell’Irpef. Forza Italia e renziani però chiedono di più: vogliono arrivare ad almeno 10 miliardi come chiesto da Confindustria. L’altro nodo, il rifinanziamento del reddito di cittadinanza per il 2022, non è in discussione: sulle modifiche però centrodestra e Iv promettono battaglia. I ministri di Fi in cabina di regia hanno spinto per una revisione, con maggiori controlli nei confronti dei beneficiari e un deciso rafforzamento delle politiche attive. Intanto Giuseppe Conte chiarisce: “Il reddito di cittadinanza di certo non si cancella, anzi viene rifinanziato e cambiato in meglio”. Il presidente del M5s poi si schiera a sua volta per un taglio più sostanzioso delle tasse, sottolineando che i 5 stelle si stanno battendo “per mettere più soldi in tasca ai lavoratori intervenendo sul cuneo fiscale“. Positivo il commento del Pd: “L’impianto della manovra di bilancio che è stato illustrato alle forze di maggioranza dal presidente Draghi e dal ministro Franco è molto convincente e condivisibile“, scrive il responsabile economico dem Antonio Misiani su Fb, sottolineando che “la strategia di politica economica e gran parte delle scelte sono in sintonia e riflettono le priorità indicate dal Pd”.

Il taglio delle tasse – Forza Italia è subita intervenuta sull’argomento: i ministri Mariastella Gelmini e Renato Brunetta hanno chiesto di aumentare lo stanziamento per il taglio del cuneo fiscale (auspicabilmente fino a 10 miliardi) a favore di imprese e lavoratori. Anche Italia Viva, per bocca di Luigi Marattin, afferma: “Con una manovra da 23 miliardi destinarne solo un terzo alla riduzione tasse è una scelta importante, abbiamo chiesto una riflessione ulteriore per capire se il margine può essere aumentato”. I renziani chiedono a loro volta di arrivare in doppia cifra, quindi almeno a 10 miliardi. Anche perché, ha chiosato Marattin il cui leader Matteo Renzi ha fatto campagna per l’abolizione del reddito di cittadinanza, “se metti tante risorse sul rdc, se ci sono più fondi, allora è giusto metterne anche sul taglio delle tasse”.

Reddito, le proposte di Conte – In un post su Facebook, Conte evidenzia ancora una volta che “mentre i soliti noti si battevano per tagliare un sostegno a cittadini in difficoltà, invalidi, minori e soggetti fragili, noi stavamo lavorando – come da impegno preso con il Paese – per renderlo più efficace“. Ecco quindi le proposte del M5s: “Rendiamo più efficiente il sistema di ingresso nel mondo del lavoro: coinvolgiamo le agenzie private; semplifichiamo l’accesso agli sgravi per le imprese che assumono i percettori del Reddito; introduciamo un meccanismo per incentivare i lavoratori ad accettare le offerte“, scrive Conte. Che poi aggiunge: “Lottiamo contro l’illegalità: molti attaccano il Reddito strumentalmente, come fosse un ricettacolo di delinquenza e parassitismo. Negli ultimi due anni, però, gli abusi tra i suoi percettori sono stati meno dell’1% dei 15 miliardi di tutte le truffe a danno dello Stato. Anche quell’1% è però un danno inaccettabile per chi come noi ritiene che i soldi pubblici siano sacri, la bandiera della legalità la sventoliamo sempre, non a giorni alterni come altri”.

Pensioni, verso quota 102 – La platea dei lavoratori che potrebbe andare in pensione con Quota 102 (con un’età minima di 64 anni e almeno 38 anni di contributi) è di circa 50mila l’anno: lo scrive l’Ansa citando fonti sindacali. Intanto la Lega e in particolare il ministro Giancarlo Giorgetti chiedono di applicare Quota 102 soltanto agli statali. Giorgetti ha proposto di distinguere, ai fini dell’anticipo della pensione.

Riforma degli ammortizzatori – Non hanno ancora certezza, i partiti della maggioranza, delle cifre che saranno stanziate in legge di bilancio per la riforma degli ammortizzatori, le pensioni e anche per il reddito di cittadinanza. Stamane in cabina di regia, raccontano i partecipanti alla riunione, il ministro dell’Economia Daniele Franco ha illustrato le linee generali del Dpb, ma non ha distribuito bozze né indicato nello specifico lo stanziamento per alcune delle misure più attese dai partiti. In particolare, non è stato riferito l’ammontare delle risorse destinate alla riforma degli ammortizzatori sociali e all’intervento sulle pensioni in vista del superamento di Quota 100.

Taglio delle bollette – In cabina di regia, scrive l’Ansa, è stato annunciato lo stanziamento di un miliardo per il taglio delle bollette energetiche. Le risorse dovrebbero confluire in un apposito fondo che sarà creato con la manovra.

Proroga del Superbonus – Nella prossima manovra ci sarà “la proroga del Superbonus e incentivi per l’edilizia, l’innovazione tecnologica e la ricerca su un orizzonte temporale di medio periodo“. Lo conferma il responsabile economico del Pd Antonio Misiani, che tra le misure cita poi “l’aumento dei fondi per la gratuità dei libri di testo nella scuola dell’obbligo”. Poi “più risorse per sanità, anziani non autosufficienti, scuola e trasporto pubblico. Un importante fondo pluriennale per gli investimenti pubblici”. E ancora “misure molto sentite come la ‘tampon tax‘ (la riduzione dell’Iva sui prodotti per l’igiene femminile)”.

Fondo per la transizione ecologica – “Abbiamo richiesto di inserire nella prossima legge di bilancio un fondo per sostenere i processi di transizione ecologica del sistema industriale italiano“, annuncia il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nel corso della sua audizione alla Camera in Commissione Attività produttive sul settore siderurgico. “Il fondo – spiega Giorgeti – verrebbe gestito dal Mise, insieme al Mite, e sarebbe appunto finalizzato a supportare le imprese a partire da quelle cosiddette energivore, impegnate nei processi di riconversione e nella realizzazione di investimenti per la decarbonizzazione“.

Il congedo di paternità – La prossima manovra dovrebbe rendere strutturale il congedo di paternità di dieci giorni. Italia viva è tornata a insistere sulla misura, chiedendo anche la riduzione dal 22% al 4% dell’Iva sugli assorbenti, la cosiddetta ‘tampon tax’, e di rendere strutturali il piano antiviolenza e la parità di genere. Inoltre la richiesta è destinare risorse del taglio delle tasse a incentivare il lavoro femminile con una decontribuzione, in particolare per le donne che tornino al lavoro dopo la maternità.

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