I suoi call centre tempestavano di telefonate non autorizzate potenziali clienti per piazzare promozioni e servizi. Questa una delle accuse in base alle quali il 19 ottobre il Garante della Privacy ha comminato a Sky Italia una multa da 3,2 milioni di euro per telemarketing selvaggio. Un provvedimento cui si somma per l’operatore satellitare anche l’obbligo di adeguarsi alla normativa vigente e di interrompere il trattamento dei dati per fini promozionali realizzato con l’utilizzo di liste acquisite da altre società.

Come spiegato dalla stessa Autorità, l’attività istruttoria è partita dopo che decine di persone hanno segnalato di aver ricevuto telefonate indesiderate in cui gli operatori di Sky e quelli di altre società cercavano di vendere i servizi del gruppo senza fornire nessuna informativa né chiedere alcun consenso. A seguito delle indagini, il Garante ha riscontrato come la compagnia non solo individuasse i potenziali clienti pescando i loro dati e recapiti da liste non verificate acquisite da terzi ma si spingesse a chiamare, tra questi, anche chi in precedenza aveva chiaramente espresso contrarietà a essere contattato. In aggiunta a tutto ciò, durante la telefonata, la ditta non si atteneva neppure ai protocolli internazionali in materia di telemarketing, che in questi casi impongono di fornire all’utente una propria informativa, di spiegare in dettaglio la provenienza dei suoi dati e procedere con la proposta commerciale solo dopo aver ottenuto la sua autorizzazione. Una serie di pratiche talmente consolidata da essere giudicate dall’Authority “di sistema” oltre che “radicate nelle procedure societarie“.

Fra le altre misure imposte, il Garante ha prescritto a Sky di mettere a disposizione degli utenti che volessero dichiararsi contrari al trattamento l’indirizzo di posta elettronica certificata indicato nel registro delle imprese, un recapito finora mai utilizzato dall’azienda come punto di contatto per la privacy. Il gruppo dovrà inoltre nominare i fornitori che fanno promozione per suo conto responsabili di tutte le fasi del trattamento e vigilare adeguatamente sul loro operato. Il provvedimento arriva in una fase turbolenta per l’operatore, che è appena entrato nel mercato della banda ultra larga con una tariffa ultra low cost offerta anche in tandem con i propri canali tv. Il tutto per provare a trattenere milioni di utenti disaffezionati dopo la perdita di molte partite di Serie A sul satellite, ora disponibili sono sulla piattaforma della rivale Dazn.

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