Per gli appassionati di motorsport, Lancia è sinonimo di rally, mentre per i conoscitori della storia del cinema italiano e dei suoi protagonisti, rappresenta il divismo, la “dolce vita”. Lo spiega bene Luca Napolitano, numero uno del marchio torinese (nella foto sopra), nel terzo episodio della docu-serie “115 anni di Eleganza in movimento” che ne ripercorre la storia, questa volta, raccontando la lunga presenza nel motorsport e poi anche nel cinema.

Nel primo ambito, la presenza si impone sin dall’inizio con il nome (e la velocità) di Vincenzo Lancia, fondatore della casa e pilota, per poi proseguire con un’escalation di partecipazioni e vittorie che hanno portato il marchio Lancia a poter vantare un palmarès di ben quindici campionati mondiali rally, tre campionati del mondo endurance costruttori, una Mille Miglia, una Targa Florio e una Carrera Panamericana. A far incetta di titoli, specialmente tra gli anni ’60 e ’80, sono state Fulvia, Stratos, Delta e 037: Stratos – spiega Napolitano – oltre a essere “l’imbattuta”, fu anche la prima vettura in assoluto a essere progettata per il campionato di rally, con un motore che Enzo Ferrari stesso individuò nel V6 Dino.

Dal 1983 in poi, invece, sarà la 037 a trazione posteriore a tenere alto il nome della casa torinese e a tenere testa alle competitor, in particolare all’Audi Quattro, per poi passare alla storia del motorsport come ultima due ruote motrici a vincere un campionato del mondo. Poi è la volta della Delta, che in appena 6 anni di competizioni, riesce a conquistare quarantasei vittorie, dieci titoli mondiali, quattro titoli piloti e sei mondiali costruttori.

Oltre a strade sterrate e sudore, nel corso della sua storia Lancia è stata anche eleganza e raffinatezza: è stata capace, infatti, di una tale versatilità di personalità e di stile da diventare anche emblema (e protagonista) dell’arte più magica. Presente in numerose pellicole e in seguito in altrettanti spot pubblicitari, Lancia è stata anche “la” scelta dei divi e delle dive, da Bardot a Mastroianni, da Cardinale a Hekberg fino a Jean Paul Belmondo. Senza dimenticare che la Flaminia (di certo ben diversa dalla Coupé Super Sport Zagato di “Marcello”) è stata ed è tutt’oggi l’auto del Presidente della Repubblica.

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