L’Istat rivede leggermente al ribasso il dato sul Pil italiano nel secondo trimestre 2021 confrontato con lo stesso periodo dello scorso anno. Tra aprile e giugno la crescita, corretta per gli effetti di calendario e destagionalizzata, è stata del 2,7% rispetto al trimestre precedente (dato confermato) e del 17,2% nei confronti del secondo trimestre del 2020, contro il +17,3% comunicato lo scorso 31 agosto. Dai dati scorporati emerge un chiaro effetto traino del superbonus 110%: il rimbalzo è stato infatti spinto in particolare dagli investimenti, sia in abitazioni (+58,3% rispetto allo stesso periodo del 2020) sia in fabbricati non residenziali (+52,9%) e in impianti e mezzi di trasporto (+38,3). Visto che gli investimenti fissi lordi comprendono anche i lavori di ristrutturazioni fatti sugli edifici, è evidente l’impatto degli incentivi alle riqualificazioni edilizie partiti nel luglio 2020 e poi prorogati. Secondo l’ultima rilevazione Enea, al 30 settembre gli importi ammessi a detrazione ammontavano a 7,49 miliardi e il totale degli investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione era di 5,11 miliardi.

Il secondo trimestre, precisa l’istituto di statistica, ha avuto una giornata lavorativa in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2020. La variazione acquisita per il 2021, quella che si otterrebbe se nel terzo e nel quarto trimestre il Pil rimanesse piatto, è pari a 4,7% (stessa stima di agosto).

Sempre nel secondo trimestre l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -7,6%, mentre nello stesso periodo dell’anno precedente risultava pari al -12,9%. Il saldo primario – indebitamento al netto degli interessi passivi – è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -3,6% (-8,7% nel secondo trimestre del 2020). La pressione fiscale è stata pari al 41,9%, in riduzione di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando era stata del 42,4%. Il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 6% sullo stesso periodo del 2020. La dinamica dei prezzi (+0,4% rispetto al primo trimestre dell’anno il deflatore dei consumi finali delle famiglie) ha frenato l’incremento del potere d’acquisto, aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 5,2% sul 2020.

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