Fiumo Kishida sarà il nuovo primo ministro del Giappone fino alle prossime elezioni. Già ministro degli Esteri tra il 2012 e il 2017, ha conquistato la presidenza del Pdl – il partito liberal conservatore di centrodestra – che ha la maggioranza nel parlamento di Tokyo. La priorità del nuovo premier sarà affrontare la pandemia di Covid, in rapida crescita dopo le Olimpiadi e la gestione discutibile del suo predecessore, Yoshihide Suga.

Kishida, 64 anni, di Hiroshima, proviene da una lunga dinastia politica e già da tempo era considerato il successore ideale di Shinzo Abe. Diventato deputato nel 1993, ha ricoperto il ruolo per 9 mandati. Nel 2020 però la vecchia guardia del partito gli aveva preferito il 73enne Suga. Il calo dei consensi dovuto al picco dei contagi, l’insistenza nello svolgere i giochi di Tokyo 2020 e la lentezza della campagna vaccinale, uniti al modello del suo “nuovo capitalismo” contro le grandi aziende, ha però fatto vacillare la solidità del governo. Il primo ministro ha perciò deciso di dimettersi e di non prendere parte alle primarie della forza politica. Al ballottaggio l’ex capo della diplomazia giapponese ha battuto Taro Kono, il candidato favorito, con un ampio margine, 257 voti contro 170. Le camere – dove Pdl e gli alleati di Komeito hanno la maggior parte dei seggi – si riuniranno il 4 ottobre per nominare ufficialmente il premier.

Nel discorso di accettazione della carica di presidente del partito, Kishida ha chiesto unità alla sua forza politica, soprattutto visto l’avvicinamento delle prossime consultazioni elettorali. L’attuale legislatura scade il prossimo 21 ottobre e i giapponesi dovranno andare alle urne entro 40 giorni dallo scioglimento della Camera bassa. Il nuovo premier ha promesso di impegnarsi a rilanciare il paese riducendo le disparità sociali cresciute durante l’ultimo anno e mezzo. Ha inoltre dichiarato che entro la fine dell’anno tenterà di mitigare gli effetti del Covid sull’economia del Giappone, la terza al mondo. “La mia abilità è ascoltare davvero le persone – si legge sulla Bbc, che riporta le sue parole – Sono determinato a impegnarmi con tutti per un partito liberale aperto e un futuro brillante per il Giappone“. Sul fronte della politica estera, durante la campagna, ha tenuto un tono duro: intende rafforzare la difesa e l’alleanza con gli Stati Uniti di Joe Biden, soprattutto dopo il patto Aukus. Secondo la sua opinione, la Cina vuole esportare il proprio “sistema autoritario“. “Siamo pronti a lavorare con la nuova squadra di governo per rafforzare la cooperazione e promuovere lo sviluppo sano e stabile delle relazioni bilaterali lungo la giusta strada” ha risposto la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying all’agenzia di stampa Xinhua.

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