Senza i vaccini, con i criteri in vigore per l’assegnazione dei colori, saremmo finiti sparati in zona rossa ad agosto“. Per Enrico Rettore, professore di Econometria nel dipartimento di Economia e Management dell’Università di Padova, l’effetto della campagna di immunizzazione di massa è netto. Nonostante la protezione dal contagio non sia efficace al 100%, i vaccini riducono la possibilità di contrarre in forma grave la malattia. Gli ultimi dati poi rendono possibile affermare che la doppia inoculazione – a seconda delle età – evita la morte dal 92,7 al 95,2% dei casi circa e il ricovero in terapia intensiva nel 95% dei soggetti infettati. La differenza è notevole rispetto all‘autunno 2020: “Si sa che il mese passato – agosto – è il periodo meno favorevole alla circolazione del virus — spiega il docente 61enne, interpellato da Il Corriere della sera — figurarsi cosa sarebbe accaduto adesso”.

Già ad agosto Patrizio Pezzotti, direttore del Reparto di Epidemiologia, modelli matematici e biostatistica del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) aveva ipotizzato che non si sarebbero raggiunti, a settembre e ottobre, i picchi dell’anno scorso. La tesi è condivisa da una larga parte della comunità scientifica. Per capire come evolverà la Pandemia in Italia, Rettore – che aveva già provato a dimostrare, attraverso i numeri, la necessità dei lockdown – ha elaborato un modello sulla base dei numeri del “Bollettino sorveglianza dell’Iss“. Li ha schematizzati in una tabella, riportando in quattro colonne della prima prima riga il numero di positivi ai test anti Covid, di ricoverati con sintomi, ricoverati in terapia intensiva e di decessi. Ha poi distinto i dati anche per fascia di età, specificando che il periodo di osservazione è “piena estate”. I numeri che rispecchiano la situazione attuale sono stati poi confrontati con un secondo scenario: quello senza la somministrazione di vaccini. “Nella seconda riga ho operato la solita proporzione: ho applicato i tassi di contagio/ricovero/decesso osservati per i non vaccinati all’intera popolazione – afferma – La differenza tra la prima e la seconda riga ci dice quanti guai abbiamo evitato grazie al fatto che buona parte dei residenti ha accettato di vaccinarsi”.

“Dal 13 agosto al 12 settembre abbiamo avuto 974 ingressi in terapia intensiva — continua Rettore, già preside di Economia dell’ateneo veneto — ma senza inoculazioni sarebbero stati 4.988″. Il dato sorprende anche per i decessi: “Dal 30 luglio al 29 agosto ne abbiamo avuti 1.443, mentre senza vaccino sarebbero stati 9.176“. Ma c’è un altro dato ancora più interessante, cioè che “dal 20 agosto al 19 settembre, senza i vaccini, 346.000 persone avrebbero contratto il Covid-19 – spiega lo statistico che ha pubblicato numerosi saggi in riviste internazionali come The Journal of Econometrics, The Review of Economics and Statistics e The Journal of the Royal Statistical Society – In buona sostanza si sarebbero avuti 145 contagi settimanali ogni 100.000 abitanti“. A chi protesta in piazza, dice, “sfugge del tutto che se siamo in zona bianca e non in zona rossa e, quindi, liberi di muoverci, è solo grazie al fatto che la gran parte dei loro concittadini si è vaccinata”.

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