Alla fine Cosmo non ce l’ha fatta. Una doccia fredda è arrivata da Roma, nessun via libera al momento per i suoi tre concerti bolognesi (1-2-3 ottobre) a capienza piena con Green Pass e mascherine. Il producer e cantante aveva chiesto il primo settembre al presidente e alla vicepresidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini ed Elly Schlein, di trovare una soluzione condivisa per provare a fare un vero e proprio test (come sono già stati fatti in Europa nei mesi scorsi) affinché si potesse provare a tornare a pieno regime con i concerti e i lavoratori dello spettacolo di nuovo sul campo, dopo la breve parentesi della stagione estiva.

Cosmo si dice rammaricato sui social “per le scelte fatte dalla politica, e per i tempi della burocrazia. Non certo per una situazione di emergenza ospedaliera. Purtroppo il governo ha detto che si esprimerà sulla possibile abolizione del distanziamento soltanto il prossimo 30 settembre, il giorno prima di un evento che ha bisogno di tempo per essere allestito e che non può rischiare di venire bloccato last minute con tutto quello che ne comporterebbe. Speravamo sinceramente di poter creare un precedente sensato che aiutasse lo stato e il settore a marciare verso una riapertura reale e non fittizia. Credevamo – e lo abbiamo fatto prima ancora che il Governo si esprimesse nel merito – che l’utilizzo del Green Pass potesse essere un veicolo per ricongiungerci alla normalità e anche un mezzo per spingere la comunità (e soprattutto le fasce più giovani) a vaccinarsi”.

L’artista accusa la situazione per il paradosso “offensivo” con cui i concerti si svolgono “militarizzati, controllati a vista, pieni di vincoli e regole da seguire” mentre “fuori dalle arene dedicate alla musica sembra sia possibile fare tutto quello che da decreto risulterebbe vietato nei nostri eventi”. Una frustrazione che deriva anche dal fatto che all’estero c’è la possibilità di “lavorare a pieno regime mentre qui ancora dobbiamo discutere se sia lecito o meno fare i concerti con il pubblico in piedi e non solo con le sedute”. Poi il discorso entra più nel politico facendo nomi e cognomi: “Le nostre istituzioni, all’inizio della pandemia, avevano detto che nessuno sarebbe stato lasciato indietro, e invece il nostro settore se lo sono proprio dimenticato, lavandosi la coscienza con ristori mal distribuiti e limitazioni che alla lunga costringeranno in tanti a tirare i remi in barca. È un paradosso anche il fatto che il ministro tecnicamente più a sinistra di tutto l’esecutivo abbia abbandonato completamente i valori relativi alla tutela del lavoro e quelli sull’importanza dell’aggregazione sociale, per sposare una sorta di prudentismo immobilista e per nulla volto al futuro. Se la politica è un equilibrio di visioni, sensibilità ed esigenze, le nostre sono state cancellate. Per Speranza, ma anche per Franceschini, siamo degli alieni”.

Dunque i concerti di ottobre di Cosmo saranno spostati, non si sa quando dal momento che il 30 settembre il Cts si pronuncerà sul via libera rispetto alle nuove disposizione in materia di concerti ed eventi. Nonostante a FqMagazine risultasse l’interesse di Franceschini a dare il via libera per il testi di Cosmo, in realtà il braccio di ferro con Speranza e il premier Draghi ha costretto tutti i protagonisti in gioco a rimandare la questione ancora di qualche altro giorno. Per ora la politica ha alzato le mani mentre anche gli altri tour autunnali e invernali vengono posticipati inesorabilmente al 2022. L’obiettivo al momento è quello di avere nuove regole per arrivare al 2022 con il via libera definitivo per i grandi eventi, nuovi e vecchi già rimandati da due anni. I grandi eventi nel contesto generale delle economie delle agenzie live sono fondamentali anche per supportare i concerti più piccoli, garantendo anche la qualità del prodotto e della messa in scena. Dunque è fondamentale che la politica si muova prima possibile anche nell’ottica di consentire i lavoratori fragili di poter entrare in azione con progetti di ampio respiro.

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