Sembra cadere nel vuoto l’accorato appello del producer e cantante Cosmo affinché i suoi tre show l’1, 2 e 3 ottobre all’Arena Parco Nord di Bologna siano a capienza piena, tutti con mascherina e con Green Pass. Il primo settembre l’artista si era rivolto al presidente e alla vicepresidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini ed Elly Schlein. I due avevano risposto, approvando la proposta nelle intenzioni, ma promettendo di parlarne con il Governo alla conferenza Stato-Regioni. La proposta poi era stata accolta e addirittura a FqMagazine, alcune fonti attendibili, hanno riferito che il ministro della cultura Dario Franceschini avrebbe pensato di approvare il test di Cosmo per vedere i risultati delle capienze piene ad un evento. Ma sembra che i tempi slitteranno ulteriormente a causa del braccio di ferro, durante l’ultima cabina di regia, tra Franceschini e il ministro della Salute Speranza. Il titolare dei Beni Culturali avrebbe sollecitato nella riunione l’esigenza di portare al 100% la capienza in teatri, cinema, musei grazie a mascherine e green pass obbligatorio. Dal canto suo Speranza avrebbe invitato a prendere una decisione in merito, solo dopo una valutazione più complessiva sull’andamento dei contagi e del parere del Comitato Tecnico Scientifico che dovrebbe arrivare entro il 30 settembre. Una linea su cui si sarebbe attestato anche il premier Mario Draghi. “Entro il 30 settembre ci sarà un parere del Cts e spero in una misura di allargamento delle capienze. Al teatro, stando con la mascherina, fermi, seduti, dove non si parla, non si mangia, e lo stesso vale per il cinema, credo ci siano le condizioni di sicurezza”, i tweet di Franceschini.

Di fatto quindi salterebbe, sulla carta proprio per i tempi stretti, la proposta di Cosmo dal momento che proprio il primo ottobre si dovrebbe tenere il primo dei suoi tre concerti. L’artista si è fatto sentire su Instagram nuovamente: “Sono stati giorni parecchio complicati, passati a discutere con politici, ministri e giornalisti. L’esatto contrario di quello che ho scelto di fare nella mia vita – ha detto – Sono logorato e vorrei tanto non dover più scrivere comunicati del genere. Come forse saprete, ieri (16 settembre, ndr) il governo ha ufficialmente rimandato ogni discorso sull’ampliamento delle capienze ed eliminazione del distanziamento durante gli spettacoli dal vivo al 30 settembre, cosa che rende molto difficile continuare a programmare il nostro concerto col rischio di veder bloccare tutto con tendone già allestito. Non è giusto per noi che ci lavoriamo da mesi, per me, per i miei musicisti, per i tecnici e i fornitori che ci hanno e ci stanno supportando nella realizzazione di questo spettacolo. Non lo sarebbe neanche nei vostri confronti, di chi si sta organizzando da tutta Italia per viaggiare verso Bologna e chi dormirà fuori casa. Abbiamo deciso, però, di non mollare e stiamo immaginando delle soluzioni che possano accontentare tutti, anche me che non vedo l’ora di abbracciarvi tutti e farvi passare tre serate indimenticabili. Per questo ci prendiamo ancora qualche giorno di tempo e lunedì vi diremo tutto. Di sicuro non staremo fermi”.

La cosa certa è che, stando così le cose, è praticamente impossibile pensare a tour autunnali e invernali a capienza piena e una attività live a pieno ritmo. Il discorso in particolare è rivolto ai live previsti nei palazzetti, già i Negramaro hanno posticipato al prossimo anno, ad esempio. Più facile che si possano organizzare tour acustici, a basso costo produttivo, con le massime accortezze. Ciò non risolverebbe comunque il grande problema della crisi del settore e dei lavoratori dello spettacolo che vedono così, probabilmente, un’altra stagione con le braccia incrociate, a cercare altri lavori per sopravvivere. Se da una parte il ministro Franceschini sostiene come il governo stia “aiutando gli operatori dello spettacolo. Abbiamo fatto molti interventi sui fondi di emergenza. Abbiamo introdotto delle tutele e degli ammortizzatori sociali che non c’erano. Stiamo proseguendo. C’è una legge delega in discussione in Parlamento. Entro questa legislatura metteremo il sistema in piena tutela” aggiunge ancora il ministro”, dall’altra i lavoratori riuniti sotto l’Associazione Bauli in piazza ribadisce: “Spiace dover evidenziare che le riforme, annunciate in pompa magna da Dario Franceschini, non mostrano di avere recepito le proposte e le osservazioni dell’intero Settore”. Per dare una ulteriore spinta sul tema le grandi agenzie live, riunite sotto Assomusica, e quelle indipendenti, come ci hanno anticipato, a giorni manderanno “un messaggio forte e chiaro” al premier Draghi altrimenti “si andrà incontro ad un’altra stagione di sciagura per il settore”.

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