“In guerra si deve fare quello che devi per ridurre il rischio, non necessariamente quello che vorresti fare”. Il capo di Stato maggiore dell’Esercito Usa, generale Mark Milley apre le porte a un’eventuale operazione di coordinamento con i Talebani in Afghanistan per condurre operazioni antiterrorismo contro l’Isis -K e altre frange terroristiche. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa con il segretario alla Difesa, Lloyd Austin. “Resta da vedere”, ha precisato Milley, “Se i talebani siano realmente cambiati”.

Intanto cresce la richiesta di un riconoscimento ufficiale da parte dei talebani stessi. Nel corso di un’intervista a Repubblica, il portavoce Zabiullah Mujahid ha ribadito che per gli studenti coranici è molto importante essere accreditati davanti ai governi del mondo in modo tale – dice – da migliorare le relazioni internazionali. Il Regno Unito non intende accogliere questa richiesta, fa sapere il ministro degli Esteri Dominic Raab. Tuttavia, fa sapere che “c’è un’importante possibilità” per il dialogo con i nuovi governanti dell’Afghanistan. In una conferenza stampa congiunta a Doha con il suo omologo del Qatar, Raab ha infatti affermato di aver sostenuto l’ “impegno” con i talebani di verificare alcune promesse del gruppo: proteggere la libertà di viaggio per afghani e stranieri, formare un governo inclusivo e impedire ai gruppi terroristici internazionali di utilizzare come base l’Afghanistan. “In tutte queste aree, li giudicheremo per quello che fanno, non solo per quello che dicono”, ha detto Raab. Sul tema si sono espressi anche i leader indiani dei partiti musulmani di opposizione, che hanno chiesto al governo di Delhi di chiarire la posizione dell’India nei confronti dei Talebani, a seguito dell’incontro a Doha tra l’ambasciatore indiano e i leader della formazione al potere in Afghanistan. Omar Abdullah, vice presidente del partito kashmiro National Conference (Nc) ed ex governatore dell’allora stato del Jammu e Kashmir, ha chiesto al governo di spiegare se i Talebani sono ancora considerati un’organizzazione terroristica, secondo la risoluzione 1.267 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Interviene anche Josep Borrell, Alto rappresentante Ue, a margine del consiglio Affari Esteri in corso a Brdo, in Slovenia: “Occorre impegnarsi con i talebani su diverse questioni: primo, come portare gli aiuti umanitari, secondo, come prenderci cura delle molte persone che volevano andare via e non sono riuscite a trovare posto sugli aerei che hanno evacuato Kabul fino alla scorsa settimana”. E ha ribadito che la questione più importante è “continuare a lavorare per portare fuori dall’Afghanistan le persone che hanno lavorato con noi, ma anche le persone più vulnerabili”.

Nel frattempo riprenderanno il 3 settembre i voli interni in Afghanistan, due giorni dopo il ritiro degli ultimi soldati statunitensi dal Paese. Lo riporta Al Jazeera, precisando che il ripristino di tutte le rotte aeree richiederà tempo, sebbene ci siano già tecnici qatarioti e turchi al lavoro all’aeroporto di Kabul. Oggi il ministro degli Esteri del Qatar, Mohamed bin Abdelrahman Al Thani, ha espresso l’auspicio che l’aeroporto di Kabul possa riaprire quanto prima. “Stiamo ancora valutando la situazione”, ha detto precisando che i Talebani e le autorità qatariote stanno cercando di identificare “rischi e possibili guasti” all’aeroporto.

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