Entrare in questo argomento è come entrare in un campo altamente minato, ma non posso esimermi. Sono un lavoratore dello spettacolo, produco musica, organizzo eventi e faccio il dj. E cosa mi è rimasto in mano dopo un anno e mezzo di chiusure e limitazioni?

Nulla, un disastro monetario ed economico. Un disastro umano. La mia famiglia è stata travolta dal Covid e chi mi conosce sa quali sono state le terribili conseguenze. Questa introduzione è inequivocabile, che nessuno venga a dubitare di quanto io prenda sul serio la pandemia e questo maledetto virus.

Il nostro contagio è avvenuto nel febbraio 2021, dopo un anno di segregazione quasi assoluta, dopo aver annullato il trasferimento a Milano e aver scelto di rimanere a Palermo per tutelare i miei genitori, cercando di non esporli a rischi, non uscendo e non accettando lavori, ma nulla è bastato. Il virus è infame, subdolo, basta una disattenzione e ti colpisce. E l’abbiamo pagata tutti, e adesso parlo a mio papà in ogni momento, perché ora vive dentro me, nella mia anima e nel mio cuore ma non c’è più nella sua forma fisica.

Quindi io parlo, scrivo e sono perfettamente a favore delle regole e le regole andrebbero molto bene se:

1) venissero rispettate e, da parte di chi le impone, venissero fatte rispettare da tutti;

2) fossero regole con una funzione valida. Altrimenti le regole non avrebbero, non hanno e non avranno alcuna valenza, e non daranno nessun risultato.

E quando ho visto gli Europei 2021, proprio guardando quelle immagini, sapendo che l’Inghilterra era già ben conosciuta e indicata come il focolaio principale della variante Delta, mi ero detto con alcuni amici: “Ma davvero permettono tutto questo? Davvero noi siamo bloccati a non poter organizzare nulla, non possiamo ballare e far ballare perché il problema erano e sarebbero ancora stati i club, locali da ballo, le discoteche, i concerti e i teatri, i cinema, i ristoranti con tutte le precauzioni? E intanto? Negli stadi fanno ammassare migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, che alla fine di questa manifestazione, dal gusto di grande burla, torneranno nei loro paesi e contageranno chiunque?”

Davvero, sì. Lo hanno permesso, lo hanno fatto e mi chiedo se non sia stato fatto apposta. Perché è da imbecilli, palesemente da imbecilli, sciocchi, ignoranti o infami. Perché non ci vuole un complottista che gridi al complotto. No, no, non ci vuole un visionario folle che immagini scenari impossibili! No, e no, non ci vuole nemmeno un genio per capire, pacificamente e serenamente, che se permetti a persone da tutto il continente europeo di andare a immergersi sugli spalti delle tifoserie negli stadi, al centro del focolaio della variante più contagiosa di cui si era abbondantemente a conoscenza, chi fosse entrato a contatto sarebbe diventato un veicolo sicuro di diffusione della variante Delta. Non ci vuole un luminare per capire che 1+1 fa 2!

Eppure, eppure i club sono rimasti chiusi, i lidi sono esplosi come discoteche abusive quasi ovunque, si sono moltiplicate le feste e i festini illegali e selvaggi sulle isole e nelle case private (con tantissimi affitti illegali di posti senza alcun tipo di tutela, con liti furiose senza sorveglianza o sicurezza), vendita di alcol a minori senza nessun accertamento, e la gente si è anche sentita legittimata. Perché non se ne può più, perché così risulta una grande presa in giro.

Perché la presa per i fondelli del green pass non regge, non ha senso entrare in un locale chiuso o – men che meno – aperto con il green pass (che non chiede quasi nessuno), non ha senso perché la persona che esce poi andrà sui mezzi pubblici che chiunque può fruire senza green pass, dove trovi le persone con doppia dose di vaccino che sono contagiate e vanno in giro perché pensano di essere immuni e di non contagiare. Ancor peggio, trovi anche chi sa di essere contagiato e contagioso e dichiara di voler andare in giro perché: “se l’ho preso io, perché non lo devono prendere gli altri?” E cito frasi che ho sentito da persone che lo hanno fatto.

Perché alla fine è così, i controlli e le penalità valgono solo per alcuni, è un sistema che non è nulla più di una grande beffa, architettata da tempi immemori da furbastri che non sanno come controllare ciò che è marcio e si accontentano di dire “facciamo il possibile”. Che non si impegnano davvero a cambiare le cose (chi glielo fa fare?): alla fine sembra piuttosto comodo governare popolazioni di cittadini che si scagliano gli uni contro gli altri. Indignati vaccinati contro ribelli che lottano verso cosa nemmeno si sa (e guai a dire la propria opinione in merito o ti cancellano dagli amici).

Poi le parti si ribaltano ancora e vedi Salmo da una parte, Fedez dall’altra, no vax contro pro vax, ligi alle regole contro furbastri, amici contro altri amici che diventano, così, nemici. Quindi chi è controllabile è multabile perché ha un’attività ufficiale, registrata, perché ha chiesto delle licenze e ha delle proprietà e resta sotto il giogo e la gogna delle “regole da rispettare”; chi se n’è sempre fottuto, chi è abusivo da sempre, chi non ha mai fatto nulla in regola, oggi se ne sbatte perché tanto non ha nulla da perdere e chi paga resta sempre chi ha provato a stare in una società in modo onesto. Gli onesti falliscono e perdono la speranza, i farabutti – follemente chiamati “furbetti” – sopravvivono nel limbo… ma come ha concluso un pensiero dei giorni scorsi un altro amico, Emis Killa: “Ci lamentiamo dei concerti abusivi, ma se continuiamo così avremo un sacco di gente che va a fare le rape in banca!”

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