“I cinesi si sono offesi per qualche mia battuta sulla rete. Ribadisco che la Cina è una vergogna, perché nega ogni tipo di diritto. Sfido le autorità diplomatiche cinesi a un pubblico dibattito con me”. In un video pubblicato su Twitter, il senatore Maurizio Gasparri torna sull’incidente diplomatico che gli ha attirato addosso le ire dell’ambasciata cinese in Italia. Breve riassunto. All’indomani della fine delle Olimpiadi, l’ex vicepresidente del Senato twitta una sgangherata uscita sinofoba: “Bene che nel medagliere delle Olimpiadi gli Usa superino la Cina che diffonde virus e inquina il pianeta. La Cina è la vergogna del mondo. Un dovere disprezzare la Cina”. Parole a cui il corpo diplomatico di Pechino rispondeva con lo stesso mezzo: “Le calunnie contro la Cina del senatore Gasparri sono un’istigazione alla discriminazione e all’odio. Le condanniamo fermamente. Il rispetto per un altro Paese e il suo popolo è il minimo che ci si dovrebbe aspettare da un parlamentare”. Ma Gasparri, non contento, replicava ancora: “Non siete certo voi a poter giudicare gli altri. Negate libertà e diritti al vostro popolo e dovete risarcire il pianeta per un virus killer che ad oggi conta più di 200 milioni di casi e oltre 4 milioni di morti. #cinavirus”.

Dalla Cina più nessuna risposta (almeno via social). Ma martedì Gasparri esce ancora con un video di due minuti in cui articola a fondo il proprio pensiero, sfidando i vertici diplomatici – e quindi la Cina intera – a un “pubblico dibattito” sulle origini del Covid-19. L’argomento, dice, sono “le tesi di Biden, non quelle di Gasparri: Biden, che si riteneva più amico della Cina del pessimo e cattivo Trump, sta criticando i cinesi. È vero o no, signori della rete, quelli che criticano alimentati dai cinesi, che in Cina non c’è la democrazia? Quando si è votato l’ultima volta in Cina? Quali sono i sindacati liberi di operare in Cina? Quali sono le libertà concesse al popolo, ai lavoratori? C’è o non c’è concorrenza sleale ai prodotti occidentali, grazie al fatto che la Cina si sottrae ai protocolli ambientali internazionali? Greta (Thunberg, ndr) tace sulla Cina, che è quella che emette più CO2 di tutti nel mondo, è quella che riversa più plastica nel mare, che reprime le minoranze interne degli uiguri, che pratica la pena di morte, che continua a minacciare Hong Kong e altre realtà. È vero o no che c’è contraffazione dei prodotti di ogni settore fatta dai cinesi? Ditemelo, sulla rete!”, attacca.

E prosegue sostenendo che il governo di Pechino “non ha detto la verità sul “cinavirus”: io non credo che sia stato un complotto cinese quello del virus, ma il virus è partito da lì, e vorremmo risposte agli organismi internazionali, vorremmo che la Cina risarcisse la comunità internazionale per i milioni di morti e tutte le persone contagiate. Sono mie invenzioni o è la verità? La Cina si deve vergognare e accettare un confronto. Allora, diplomatici cinesi, invece di scrivere sciocchezze sulla rete, accettate un pubblico confronto con me. Io difendo la libertà, la democrazia, i diritti dei popoli e il diritto alla tutela dell’ambiente. La Cina tutte queste cose le ignora e le calpesta“. Concetti che l’ex ministro delle Telecomunicazioni ribadisce anche in un’intervista al Corriere: “Non ho niente di cui scusarmi”, dice, “sono anni che non faccio polemiche su Twitter, l’altro giorno ho visto che gli Usa hanno superato la Cina per medaglie e ho fatto una battuta. Ho visto che stanno montando una polemica utilizzando anche profili nati solo per questo, i miei collaboratori stanno verificando se ci sono toni passibili di denunce. Quello della Cina è un problema serio e sono pronto a organizzare un dibattito pubblico con i loro dirigenti per confrontarci. Ci stanno? Io sono qui“.

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