Dopo lo storico argento conquistato da Vanessa Ferrari nel corpo libero, dalla ginnastica potrebbero arrivare altre medaglie. Nella notte del 6 agosto all’Ariake Gymnastic Centre di Tokyo le gare di qualificazione della ritmica. Disciplina olimpica dai Giochi di Los Angeles del 1984, parte con la competizione all around individuale per procedere, poi, giorno 7, alla prova a squadre. L’Italia è riuscita a qualificare due individualiste che si esibiranno nei quattro attrezzi: nastro, palla, clavette e cerchio. Sono Milena Baldassarri e Alexandra Agiurgiuculese, entrambe classe 2001, che hanno staccato il pass olimpico ai Campionati del mondo di Baku del 2019, dimostrando di rientrare tra le dieci migliori ginnaste al mondo.

Agiurgiuculese, nome di battaglia “Alex”, ha iniziato per caso: mentre passeggiava per la sua città natale, Iași, nota un volantino pubblicitario di una palestra e così, per curiosità, si è presentata per provare. Casuale è stato anche per la ravennate Baldassarri, campionessa italiana agli assoluti 2021, nome di battaglia “Mile”, che in realtà da piccola aveva iniziato a praticare nuoto grazie alla madre, Natalia Choutova, ex nazionale russa di nuoto sincronizzato.

Come atlete sono invece molto diverse: più magnetica ed elegante Milena, più esplosiva e brillante Alex. Tenteranno di impensierire le storiche regine di questa disciplina, le russe. Negli ultimi anni le gemelle Dina e Arina Averina hanno vinto la maggior parte delle manifestazioni. Ed è contro di loro che Baldassarri e Agiurgiuculese hanno iniziato a dire la loro: ai Mondiali di Sofia nel 2018, la prima ha vinto l’argento al nastro e la seconda un bronzo alla palla. Entrambi risultati storici, che potranno dare loro la forza di esprimersi al meglio nelle qualificazioni e rientrare tra le prime dieci per la finale del concorso generale individuale. Alle Olimpiadi, infatti, non sono previste le gare di specialità.

Oltre alle individualiste, l’Italia schiererà le celebri farfalle, una delle Nazionali italiane più premiate di sempre. Grazie al lavoro di un instancabile movimento federale che ha come punta la sua direttrice tecnica Emanuela Maccarani – i cui esercizi, o meglio le cui routines, hanno rivoluzionato il panorama della ginnastica ritmica e fatto scuola – alle Olimpiadi le azzurre sono riuscite ad aggiudicarsi un argento (Atene) e un bronzo (Londra). Nel 2016 a Rio, invece, si sono fermate ai piedi del podio.

A Tokyo, la formazione d’oro degli ultimi europei di Varna – composta oggi da Alessia Maurelli, Martina Centofanti, Agnese Duranti, Martina Santandrea e Daniela Mogurean – cerca il riscatto. Nella notte del 7 agosto, scenderanno in pedana con i loro due esercizi (in questo quadriennio olimpico il codice prevede le cinque palle nel primo e tre cerchi più due paia di clavette nel secondo) per le qualificazioni alla finale a cui accedono solo le migliori otto squadre. Anche qui, le avversarie cui prestare attenzione saranno ovviamente la Russia, insieme a Bulgaria e Ucraina, oltre che la squadra di casa in grandissima crescita e Israele.

Una speranza in più può essere riposta nel nuovo codice dei punteggi: rivoluzionato rispetto ai Giochi Olimpici di Rio 2016, ora non obbliga più a un tetto massimo nella valutazione della giuria. Il punteggio è dato dalla somma delle difficoltà e dell’esecuzione, ma le ginnaste e le squadre sono libere di svolgere un numero illimitato di difficoltà durante il tempo dell’esercizio, 1 minuto e mezzo per le individualiste e 2 minuti e mezzo per le squadre.

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