“Soffro di twisties“. Simone Biles ha spiegato cosa sono quei “demoni nella testa” che l’hanno costretta prima al ritiro nella gara a squadre di ginnastica alle Olimpiadi di Tokyo, poi alla decisione di non partecipare anche all’all around individuale. I twisties sono improvvisi blocchi mentali che fanno perdere l’orientamento durante l’esecuzione di esercizi aerei. Una sorta di perdita di consapevolezza del proprio corpo, come se galleggiasse nello spazio senza punti di riferimento. Una possibile conseguenza neurofisiologica del disagio psichico vissuto dall’atleta americana. Una condizione assai pericolosa per una ginnasta che, se si verifica durante un esercizio, rischia di portare a un grave infortunio.

“Ringrazio per tutto l’amore che ho ricevuto”, ha detto la ginnasta Usa, con un messaggio via social a tutti coloro che le sono stati vicini, da Michelle Obama all’ultimo dei tifosi. “Mi ha fatto capire di essere qualcosa di più degli ori che ho vinto, cosa che non avrei mai immaginato prima”.

Biles, secondo il suo ex allenatore Boorman, ha esattamente quella dote del ‘senso dell’aria’ che nessun allenatore può insegnare. Lì, nel vuoto, sa esattamente dove si trova in ogni istante delle sue infinite rotazioni. “Negli allenamenti del mattino ho i twisties”, ha raccontato Biles. Pochi hanno capito, a parte i tecnici, che conoscono anche gli altri problemi psicologici della ginnasta ferita. Come il balking, il blocco di un esercizio a metà che diventa pericolosissimo nei salti mortali all’indietro. Resta da capire cosa ha causato, fuori dal tappeto, questo vuoto improvviso alla campionessa Usa.

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