Schizzano indice Rt e incidenza dei casi, sotto la spinta di una variante Delta ormai prevalente che fa saltare il tracciamento. L’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità fotografa il peggioramento della curva epidemiologica e la forte ripresa del contagio. Nelle bozze del report settimanale, presentato in cabina di regia, l’analisi dei dati è impietosa: l’indice Rt passa dallo 0,91 del 16 luglio a 1,26 e l’incidenza dei casi fa segnare un raddoppio secco, da 19 a 41 ogni 100mila abitanti. L’Iss segnala anche che la variante Delta è ormai “prevalente” nel nostro Paese, nonché un forte aumento dei casi non associati a catene di trasmissione: 4.997 contro i 2.408 della settimana precedente.

La buona notizia è che nessuna regione si avvicina alla soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva (10%) o area medica (15%). Il tasso di occupazione da parte dei pazienti Covid nelle terapie intensive è stabile al 2%, con un lieve aumento nel numero di persone ricoverate che passa dalle 157 del 13 luglio alle 165 del 20 luglio. Al 2,1% anche il tasso di occupazione in area medica a livello nazionale, con il numero di ricoverati in lieve aumento: erano 1.128 il 13 luglio, sono saliti a 1.194 il 20. In alcune regioni, però, il tasso è già oltre il 5% in area medica: 5,7% in Calabria, 5,2% in Sicilia. Seguono la Campania con il 4,8% e la Basilicata con 4,7%. Sopra la media di occupazione nelle terapie intensive sono invece la Toscana (3,4%), la Sicilia (3,3%) e il Lazio (3%). L’incidenza più alta è invece in Sardegna, con 82,8 casi ogni 100mila abitanti. Altre tre Regioni superano la soglia dei 50: Veneto (68,9); Lazio (68,8); Sicilia (64,9).Le regioni classificate a rischio moderato sono 19, mentre due (Valle d’Aosta e Basilicata) restano a rischio basso.

“La circolazione della variante Delta è in aumento in Italia ed è ormai prevalente. Questa variante sta portando ad un aumento dei casi in altri paesi con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi”, si legge nel documento. “È necessario raggiungere una elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggior trasmissibilità. Sulla base dei dati e delle previsioni Ecdc (il centro europeo di controllo delle malattie infettive, ndr), della presenza di focolai causati dalla variante virale delta in Italia e delle attuali coperture vaccinali, è opportuno mantenere elevata l’attenzione, così come applicare e rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale”.

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