Una guida pratica per transgender scritta da una donna transgender, ma anche un testo utile per un pubblico generico, magari cisgender (termine che comprende tutti coloro la cui identità coincide con il genere dato alla nascita, si tratta della stragrande maggioranza delle persone), che vuole saperne di più della vita di quello 0,75% di persone che invece non si riconosce nel genere assegnato sulla base del sesso biologico. What’s The T?, titolo originale, Questo libro è Trans, nella traduzione italiana, nonostante il suo carattere monografico, si rivolge infatti potenzialmente a tutti: oltre le soglie del Sesso e del Genere. Tant’è che l’autrice lo dedica a “chiunque abbia bisogno di ascoltare queste parole”. Diviso in tre parti (Tutto sull’identità, La vita trans, Aiuto e consigli), edito nel 2021 in Italia dalla casa editrice Sonda, che dal 1988 s’impegna a pubblicare solo quei testi che rispecchiano i suoi ideali, l’opera non fa altro che portare chi legge nella vita di una persona “che cambia da un’identità di genere verso un’altra”, nella quotidianità di un transgender. Un viaggio reso possibile dalla condivisione dell’esperienza dell’autrice, l’attrice brutannica, Juno Dawson, che sin dalla prima pagina si auto-presenta:

“Ciao […] Sono un’autrice di Brighton, Regno Unito e sono una donna. Solo una di queste cose è sempre stata vera. Quando sono nata, tantissimo tempo fa (1981 ndr), in verità ero di Bradford, e non ero un’autrice perché ero neonata. Inoltre, i miei genitori mi chiamavano James. È vero, lo ero, mi ci è voluto un po’ di tempo per capirlo. Vedi, il medico che mi ha fatto nascere ha commesso un piccolo errore. Ma non è stata colpa sua. Da ciò che aveva potuto stabilire attraverso una rapida occhiata al mio corpo, ero un maschietto […] ma ciò che non poteva sapere è che, per una piccola parte di persone nel mondo, la propria identità di genere definitiva non corrisponde al sesso biologico”.

“What’s the T?” – Nato per essere una guida, il libro della Dawson inizia descrivendo gli a priori dell’universo trans, servendosi anche delle divertenti illustrazioni di Sooofiya Andry. Nel capitolo Che cos’è la T di LGBTQ+?, lo fa tratteggiandone i confini: “sotto il grande, enorme ombrello “transgender”, alcune persone potrebbero definirsi come transessuali, non binarie, genderfluid, genderqueer o di genere non conforme”. In Breve Storia Trans invece ne ripercorre la storia, informando il lettore che “la stampa descrive le persone trans come una novità assoluta”, ma si sbaglia. Nonostante infatti il termine transgender sia stato coniato nel 1965 (circa), l’autrice ricorda che già nell’Antico Egitto ci sono prove di esistenze transgender. Nel ventesimo secolo, aggiunge “c’è stato quello che potremmo definire la formalizzazione del processo che oggi chiamiamo transizione”. La galleria dei pionieri del 900 stupisce. Uno fra tutti? Karl M. Baer che nel 1906 è stata una delle prime persone a sottoporsi alla riassegnazione di sesso e a ottenere un nuovo certificato di nascita. Per la Dawson, sottolineare che essere transgender “non è una nuova moda, come pensa Giuseppe Cruciani” è importante perché fa sentire meno spaesata quella minoranza che si muove “liberamente tra i concetti tradizionali di maschile e femminile”, collocandosi fuori dal sistema binario tradizional-esistente. Anche se, precisa, nel mondo trans: “Siamo ancora oggi dei pionieri”.

Ironica e con il dono di arrivare al cuore dei problemi, la seconda parte – La Vita Trans – è invece una sequela di suggerimenti, consigli, numeri utili, testimonianze, che concorrono a rendere il punto di vista trans quello attraverso cui guardare la realtà. Nel capitolo Coming out la Dawson, ad esempio, fa una generica lista di idee da valutare, prima di fare il salto “che è prima di tutto un’ammissione che fai a te stesso”: “Non metterla giù complicata” – scrive – “scegli a chi, dove, come e quando dirlo. Non dov’essere per forza un momento alla Moira Orfei con elefanti e acrobati”, l’importante è ricordarsi che “sei sempre tu”. Come testimonia l’autrice stessa, cui va anche il merito mettere costantemente a nudo la sua esperienza per condividerla: “Da quando sono trans il rapporto con mio padre è molto migliorato”.

Tutt*, tuttx, tutt@, tuttə, tuttu – Con uno spiccato spirito di servizio, il libro fornisce anche un glossario accurato e una serie di pratici consigli su quali pronomi scegliere di fronte a una persona transgender. la curatrice dell’edizione italiana Florencia Di Stefano-Abichain, però, taglia corto: “Per il momento, direi che la cosa più intelligente da fare sia ascoltare la persona che hai davanti e capire quali pronomi utilizza per definire sé stessa, e se c’è la confidenza necessaria puoi sempre chiedere come preferisce regolarsi”. Allo stesso tempo però, mettendosi nei panni di persone transgender che si sentono chiamate con il pronome sbagliato, dà anche dei consigli su come affrontare le microaggressioni, all’ordine del giorno della vita trans. Scandagliando il triste e diffuso universo della transfobia, il testo arriva a confrontarsi anche con la Bibbia, il Corano, la Cabala, ma anche con quell’insulto che “inizia con la T e fa rima con Maglione”. Parla degli abusi online, per cui consiglia la regola sempre valida del “blocca e segnala” e pone delle domande, come ad esempio: Perché in Italia la Legge Zan è ancora un Ddl, mentre nel Regno Unito le persone transgender sono tutelate dal 2010 dall’Equality Act? Urge leggere Questo libro è Trans per la risposta.

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