Conte deve studiare e imparare cos’è il Movimento“. Dopo le tensioni e le voci incontrollate di strappi imminenti, Beppe Grillo è sceso a Roma: ha visto i parlamentari, prima i deputati e poi i senatori, e ha spiegato personalmente a loro a che punto sono le trattative con il leader in pectore per la fondazione del Neo Movimento. E se i segnali di una mediazione possibile all’orizzonte ci sono, il fondatore si è ripreso la scena per ribadire che, alla fine, è sempre lui a tirare le fila. Insomma quando ha affidato all’avvocato la difficile rifondazione del M5s, non era un’offerta a carta bianca e ora intende avere l’ultima parola. Il messaggio è chiaro: l’ex premier non può muoversi come unico leader e il Movimento non potrà mai essere imbrigliato in regole rigide che non contemplino il potere del garante. Un potere che fino a questo momento lo ha sempre reso l’unico in grado di sovvertire il corso degli eventi, in qualsiasi momento e a qualsiasi condizione. Per questo Grillo, parlando con gli eletti, ha spiegato le sue perplessità per uno statuto scritto “troppo in avvocatese” e ha detto che sta elaborando osservazioni su una bozza di 32 pagine. Perché, ha detto con una battuta che ha gelato la sala, “sono un garante non un coglione”. Ma mentre attaccava l’ex premier e rivelava l’amarezza per la gestione del processo, ha anche presentato il nuovo logo con la dicitura 2050 e garantito che “in pochi giorni” presenteranno il nuovo statuto. Quindi una strada per trovare l’intesa è ancora possibile: del resto, prima e dopo le assemblee, ci sono state due lunghe telefonate con l’ex premier e la partita è ancora aperta. Nel suo discorso Grillo ha anche paragonato le sue distanze con Conte a quelle con Gianroberto Casaleggio, come a dire che in qualche modo sono superabili. E ha perfino concesso un’apertura sul limite dei due mandati, sul quale voteranno gli iscritti. In platea ad ascoltarlo Luigi Di Maio, che ha definito “il migliore ministro degli Esteri”. Mentre ha attaccato, a sorpresa, il ministro che lui stesso ha voluto al governo con Draghi: Roberto Cingolani. E ha sentenziato che se continua così “sarà un bagno di sangue”.

Lo statuto e l’amarezza: “Sono un garante, non un coglione” – Uno dei nodi centrali, come emerso nelle scorse ore, riguarda il nuovo statuto proposto da Conte. Beppe Grillo ha chiesto di vedere i parlamentari perché a loro per primi ha voluto spiegare che cosa lo frena dal dare il via libera definitivo. “Lo statuto messo a punto da Giuseppe Conte è molto diverso dal nostro”, ha esordito il garante secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa. “È di trentadue pagine e da quando l’ho ricevuto ci sono delle osservazioni reciproche in corso sulla bozza”. E, con il consueto tono provocatorio, ma senza nascondere l’irritazione, ha aggiunto: “Sono un garante non un coglione”. Ed è su questo l’amarezza: “A Conte avevamo detto di prendere lo statuto e di farlo evolvere, di partire dal nostro statuto. Lui invece ha preso due avvocati e ha scritto un’altra cosa. Me lo ha dato e mi ha detto di non farlo leggere a nessuno. Io l’ho letto e tante cose non andavano”.

Eppure, mentre Grillo si lamentava per quella che a lui è sembrata una mancanza di rispetto, si è ance affrettato a dire che ormai manca poco per l’approvazione definitiva perché “siamo a tre quarti” del lavoro: “Vi prometto che entro 2-3 giorni presenteremo il nuovo statuto con Conte”, ha detto. “Noi stiamo lavorando bene con Conte. Mando le mie osservazioni in giallo e lui mi risponde in rosso io in verde e lui in nero”. E ha anche detto: “Stiamo facendo un lavoro straordinario, questo statuto ci sopravviverà”. In realtà la presentazione del Neo Movimento, in un primo momento avrebbe dovuto svolgersi proprio oggi, ma l’evento è stato rinviato a causa delle divergenze tra i due leader. Grillo parlando ha anche presentato il nuovo logo del M5s, specificando che ci sarà soltanto la dicitura “2050” che sostituirà quella “ilblogdellestelle.it”, oltre ovviamente alla classica scritta “Movimento 5 stelle”. Un segnale che il progetto concreto c’è e malgrado le scosse intende andare avanti. Poi il garante ha affrontato anche uno dei nodi più critici e proprio uno dei punti su cui si è già più volte scontrato proprio con Conte: la regola del limite dei due mandati, una norma che ha definito l’identità dello stesso Movimento fino a oggi. “Io sono per i due mandati, farei anche una legge, ma lo metteremo al voto degli iscritti“. Per l’ex premier una deroga per i migliori è possibile da valutare, ma sul punto Grillo ha sempre fatto muro: oggi rimettendo la decisione finale in mano agli iscritti, ha di fatto dimostrato un’apertura.

“Conte deve assimilare le nostre cose” – Il problema di fondo, ha spiegato Grillo ai parlamentari, è che Conte “deve assimilare le nostre cose, è un’ottima persona, ma il visionario sono io”. E soprattutto, ha aggiunto: “Conte deve studiare e imparare cos’è il Movimento”. Frasi che rivelano l’intenzione del garante di tenere il suo ruolo di leader unico, malgrado la delega pesante a Giuseppe Conte. “Io gli posso essere molto utile, lo deve capire”, ha detto ancora. Quindi lo ha definito “un razionale” e se stesso “un visionario” che conosce il M5s dalle origini. Ma lui, ha aggiunto, “è un avvocato, io un ragioniere…” . E ancora: “Lui non sa cos’è veramente il Movimento… Non ha girato con noi nelle piazze…”. Poi, parlando in particolare con i senatori, ha cercato di smorzare i toni: “Questo è il momento di Giuseppe Conte, voglio rafforzarlo non indebolirlo“. Perché “questo è il momento di Conte”, ma i valori, come la democrazia diretta, e i principi del Movimento vanno salvaguardati. E a proposito delle distanze tra i due ha fatto un paragone: “Anche tra me e Casaleggio” c’era “differenza”. Perché “anche con lui non c’entravo niente”. Io ero “un pochino di sinistra, Gianroberto Casaleggio un pochino di destra, non eravamo d’accordo su tutto…”.

Quello che mancava nel neo statuto messo a punto da Giuseppe Conte, ha detto ancora Grillo, era proprio un rapporto tra il garante e il capo politico. “C’era anche scritto che io devo essere ‘informato’, ‘sentito’, ma che è ‘sto avvocatese’? Le cose si decidono insieme, tante altre cose di devono votare. Come il vincolo dei due mandati, io e Conte la pensiamo diversamente, ma decideranno gli iscritti. Il codice etico non l’ha ancora finito, ma anche su quello bisognerà pronunciarsi”. Grillo si è definito “il custode” della storia del Movimento, storia da cui “non si può prescindere, per questo ho detto a Conte di studiarla”. Quindi ha affrontato un altro nodo molto critico: la gestione della comunicazione. Nel neo statuto M5s messo a punto da Conte “erano previste due comunicazioni diverse, ovvero che io non parlavo a nome del Movimento. Ma io c’entro eccome con la comunicazione”. In particolare ha citato l’ex portavoce di Conte Rocco Casalino “è bravissimo sulle tv, ma si deve rapportare anche con il garante, non solo con il capo politico”, ha detto. “Ho chiesto che Casalino si interfacci anche con me non solo con Conte, è una vita che faccio comunicazione”.

Non secondario inoltre, è stato l’affondo contro il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani: è il nome che Grillo ha messo sul tavolo delle trattative con Mario Draghi e una delle sue condizioni per far partire il nuovo governo. Davanti ai parlamentari ha dichiarato: “Cingolani se continua così è un bagno di sangue…“. Un segnale di sfiducia destinato a fare molto rumore. Chi invece Beppe Grillo ha elogiato pubblicamente, usando anche parole inedite, è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “Sei uno dei ministri degli Esteri più bravi della storia“, ha detto facendo scattare l’applauso dell’assemblea. Ma al di là di tutto il clima rimane teso: i parlamentari sperano di superare l’impasse e che le distanze tra Grillo e Conte possano essere colmate. Le prossime ore, al massimo pochi giorni, saranno decisivi per capire dove andrà il Movimento. E se il leader in pectore potrà avere finalmente la sua investitura.

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