“Il Parlamento è sovrano, i parlamentari decidono in modo indipendente quello che vogliono votare. Il Ddl Zan è già passato alla Camera e adesso è in Senato, noi come Parlamento non accettiamo ingerenze. Il Parlamento è sovrano e tale rimane sempre“. Il giorno dopo che il Vaticano è piombato sulla discussione del disegno di legge Zan contro l’omotransfobia impugnando addirittura il Concordato, a prendere posizione ufficialmente è stato il presidente di Montecitorio Roberto Fico ad Agorà su Raitre. La terza carica dello Stato, mentre continua il silenzio del premier, ha difeso l’assemblea degli eletti e l’indipendenza nella stesura e discussione delle leggi.

Intanto, intervistato dal Corriere della sera, il primo firmatario del ddl Alessandro Zan ha detto che la sua prima reazione alla nota del Vaticano contro il ddl Zan è stata “di incredulità. Perché è la prima volta che il Vaticano pone la questione sul Concordato e lo fa su una legge, non ancora in vigore, approvata solo alla Camera a larga maggioranza. Il Parlamento è sovrano, deve essere libero di discutere, non può subire alcuna ingerenza da uno Stato estero”. E ha chiarito che “la libertà di manifestazione del pensiero, per singoli e associazioni, non è in discussione” e “non è a rischio la libertà di pensiero di nessuna persona, tanto meno dei cattolici”.

Il relatore del ddl in Senato Andrea Ostellari, esponente della Lega, ha invece ribadito ad Avvenire che servono modifiche al provvedimento: “La richiesta di dialogo mia e della Lega è seria, vera e sincera”, ha detto. “La legge a nostro avviso ha tre criticità. Le definizioni contenute nell’articolo 1. L’articolo 4, inerente la libertà di espressione. L’articolo 7, che istituisce la Giornata contro l’omofobia e ne prevede l’ingresso nelle scuole di ogni ordine e grado. Lavoriamo su questi tre punti e arriveremo a una buona legge che persegue un fine condiviso da tutti, la lotta senza distinzioni alle discriminazioni e alle violenze legate agli orientamenti sessuali. Siamo in tempo. Se il patto è serio, politico nel senso migliore e più ampio del termine, si può garantire un iter veloce in entrambi i rami del Parlamento”.

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