“Grazie Bologna, sarà una bellissima storia da scrivere insieme, senza lasciare indietro nessuno”. E’ il primo commento, a caldo, del vincitore delle primarie del centrosinistra Matteo Lepore, 41 anni ad ottobre, dopo essere stato incoronato, ieri notte, candidato sindaco per le elezioni comunali che si terranno tra il 15 settembre e il 15 ottobre. L’assessore alla Cultura uscente della giunta di Virginio Merola ha incassato il 59,6% dei voti (15.708) contro il 40,4% (10.661) della sfidante Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro, alle porte di Bologna, iscritta a Italia Viva – ma dimissionaria dagli incarichi di partito e in gara come indipendente – la cui candidatura è stata lanciata da Matteo Renzi, gettando lo scompiglio tra i dem.

Poco meno di un quinto dei voti, 4.553, sono stati espressi online: 2.495 (54,8%) per Lepore, 2.058 (45,2%) per Conti. Il dato dell’affluenza ha rivelato un tasso di partecipazione insperato che ha visto 26.455 votanti esprimersi alle urne, avvicinandosi alla cifra dei 28.390 che parteciparono alle primarie del 2011 che designarono come candidato l’attuale sindaco di Bologna, Virginio Merola. “Con questo risultato – gioisce Lepore -, Bologna si conferma la città più progressista d’Italia con un centrosinistra forte e unito che saprà vincere l’appuntamento di ottobre”. Esulta il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, che ha commentato su twitter: “Le primarie, un grande successo che rende ancora più forte Lepore: sarà un grande sindaco di Bologna. Ho anche chiamato Isabella Conti per darle un abbraccio. Il centrosinistra avrà bisogno di lei”.

La sindaca di San Lazzaro ha incassato la sconfitta all’insegna del fair play e dell’emozione: “Mi sono buttata nel fuoco, ero Davide contro Golia. Ma rifarei tutto, e faccio i complimenti a Lepore: da domani lavoreremo insieme per questa città spettacolare. Abbiamo ottenuto un risultato davvero insperato superando la soglia del 40% in un mese di lavoro forsennato e bellissimo”. Il ‘partitone‘, però, ha resistito all’assalto di Conti e da oggi parte la corsa di Lepore e del centrosinistra che dovrà riuscire a salvare ancora una volta Bologna, una delle roccaforti ‘rosse’, dall’assalto del centrodestra che, nelle ultime elezioni locali, ha tallonato molto da vicino il Pd.

Non sarà un’impresa facile per due motivi. Innanzitutto la difficoltà di rimettere insieme la comunità dem che, in questa competizione per le primarie, si è letteralmente spaccata in due. A dimostrarlo anche il gran numero di voti incassato da Conti, che ha ottenuto l’endorsement di pezzi importanti del partito, a partire dall’attuale assessore alla Sicurezza, Alberto Aitini, fino all’europarlamentare Elisabetta Gualmini. La sfida tra Lepore, appoggiato dall’establishment della “ditta” , a partire dal segretario Enrico Letta, ma anche dall’ex premier e leader in pectore del M5s Giuseppe Conte, e la sindaca ex Pd che nel 2014 sfidò il partito e Legacoop opponendosi a un enorme progetto di cementificazione a Idice è stata ricca di recriminazioni e liti, trasformandosi quasi in una guerra civile.

A tenere banco, soprattutto le accuse a Conti di agire per conto di Matteo Renzi – che si è eclissato per tutta la campagna elettorale – e di prestarsi da cavallo di Troia per l’ingresso alle primarie di esponenti del centrodestra desiderosi di far trionfare la sindaca di San Lazzaro, vista come il male minore tra i due contendenti. Scontri che non si sono fermati neanche ieri, giorno di silenzio elettorale, iniziato con un attacco informatico al sito del Pd di Bologna, risolto nel giro di poco, e proseguito con tensioni nel seggio di via Murri, con alcuni votanti che non hanno voluto sottoscrivere di essere elettori di centrosinistra. “Isabella Conti? Ci siamo già sentiti, nei prossimi giorni ci incontreremo”, ha assicurato ieri Lepore, ma non sarà facile per lui ricucire le due anime del Pd.

In più dovrà cimentarsi anche in un’altra impresa, quella di tenere unito il campo largo che lo ha sostenuto: dalla sinistra di Coalizione civica ed Emilia-Romagna Coraggiosa al Movimento 5 Stelle, passando per le Sardine. “Il Pd e tutta la sinistra saranno di nuovo insieme, dopo tanti anni e al Movimento 5 stelle dico: questa strada è anche la loro” ha ripetuto ieri dopo la vittoria, indicando la via anche a livello nazionale. Parole rafforzate dal sindaco Merola: “E’ stata una vittoria dell’alleanza larga, che coinvolge anche il Movimento 5 Stelle e Coalizione civica. Questo è importante anche per il Pd nazionale, perché segna la possibilità di un percorso”. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha lanciato un’esortazione ai dem perché si lascino alle spalle divisioni e contrasti: Da oggi – rimarca – “al lavoro insieme per rafforzare il centrosinistra e vincere le prossime elezioni amministrative con Matteo candidato sindaco, perché l’avversaria – ricorda a tutti – era e rimane la destra”. Anche il segretario provinciale del Pd, Luigi Tosiani, dopo una campagna bollente può tirare finalmente un sospiro di sollievo: “Adesso inizia una stagione nuova che insieme andremo a scrivere non solo per la città ma anche per il nuovo centrosinistra che deve partire dal territorio” ha commentato.

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