“La fantomatica Costituzione fondata sull’antifascismo esiste soltanto nelle menti degli antifascisti”. A pensarla così sono gli organizzatori del festival Todi città del libro, in una risposta all’Anpi che chiede che vengano ritirati patrocinio e contributi alla manifestazione perché dietro c’è la casa editrice Altaforte, riferimento dei neofascisti di CasaPound. Il 17 giugno, giorno dell’inaugurazione della rassegna, l’Associazione dei partigiani ha organizzato anche un presidio in piazza del Popolo, nella cittadina umbra. Tra il festival e l’Anpi ci sono le istituzioni, Comune e Regione Umbria, che hanno dato il patrocinio alla manifestazione e ora si ritrovano in mano un appello in cui i partigiani – insieme a Libera, Cgil e altre associazioni – chiedono di ritirare il sostegno. “Come donne e come eredi di coloro che hanno lottato per la liberazione dal nazifascismo e hanno aperto e percorso la strada delle lotte per i diritti e l’autodeterminazione, ci opponiamo a tutto questo e chiediamo a gran voce che vengano ritirati il patrocinio e il contributo delle istituzioni a un festival che fa capo a chi si dichiara pubblicamente fascista del terzo millennio e pertanto contro ogni principio della nostra Costituzione antifascista”.

Per l’organizzazione del festival, però, la Costituzione con l’antifascismo non c’entra (ma se una cosa è certa è che non c’entra con il fascismo): “Ma il punto è un altro: cosa c’entra tutto questo con il nostro festival? Perché scomodare gli antifascisti e le antifasciste dell’Umbria?”. Non solo. L’ufficio stampa capeggiato dal giornalista Adolfo Spezzaferro – che lavora con Il Primato Nazionale, giornale legato a CasaPound – aggiunge: “Auspichiamo che la improvvida provocazione della ‘Todi antifascista’ non punti a creare problemi di ordine pubblico. Visto che abbiamo un festival da inaugurare e portare avanti in nome della cultura e non dell’odio ideologico”.

Parole che hanno rinfocolato la protesta dell’Anpi. Andrea Liparoto, membro della segreteria, su Patria Indipendente (il periodico pubblicato dall’Anpi) replica: “L’equazione riprovevole tra antifascismo e disordine pubblico e la palese umiliazione della Costituzione della Repubblica nata dalla lotta e dal sangue delle donne e degli uomini della Resistenza. Ecco la natura di ‘Todi città del libro’, già denunciata più volte dalla locale sezione Anpi, ecco l’anima organizzatrice sempre più adamantina, almeno agli occhi e alle coscienze dotati di limpidezza. La baracca di CasaPound, che ancora porta vive le ferite della sacrosanta esclusione dal Salone del libro di Torino di due anni fa della sua casa editrice Altaforte, ci riprova ad accreditarsi come forza civile e culturalmente edificata”. Intanto, sfogliando il programma, tra i relatori si scopre anche la presenza dello psichiatra ed ex deputato di Forza Italia Alessandro Meluzzi che il 19 ottobre 2020 aveva pubblicato sui social una foto del famoso cancello d’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz sostituendo le parole “Arbeit Macht Frei” con un sarcastico “Andrà tutto bene”. Intanto Nicola Fratoianni (Sinistra italiana) sulla vicenda annuncia una interrogazione parlamentare.

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