Due set giocati alla pari, anzi meglio del numero uno al mondo. Lorenzo Musetti era a un passo dall’impresa: battere Novak Djokovic agli ottavi del Roland Garros. Dopo i due tie-break vinti di fila, però, è arrivato il crollo: fisico, prima che mentale. Un cedimento totale che lo ha costretto al ritiro nel quinto set, quando ormai la partita era già segnata. Il punteggio finale recita 6-7, 6-7, 6-1, 6-0, 4-0 in quasi tre ore e mezza di gioco. Ora ad affrontare Djokovic ai quarti di finale sarà un altro italiano: il numero 9 al mondo Matteo Berrettini, che approfittando del ritiro di Roger Federer ha già superato gli ottavi.

Musetti lascia il Philippe-Chatrier di Parigi comunque a testa alta, per come ha giocato le prime due ore di match contro Djokovic e per il percorso che lo ha portato fino agli ottavi dello Slam sulla terra rossa. Un altro passo importante nella crescita di un talento che ha ancora appena 19 anni, nonostante il finale tutt’altro che da favola. Nei primi due set il tennista di Carrara ha tenuto testa al numero uno al mondo, recuperando anche un break di svantaggio nel primo parziale. Non solo, dimenticandosi di un divario di esperienza enorme, ha giocato magistralmente i due tie-break portandosi avanti per due set a zero.

In quel momento sì che è emersa tutta l’esperienza di Djokovic, capace di ribaltare in un attimo l’inerzia della gara e far affiorare in Musetti tutto il peso di un torneo e di due set giocati al massimo. Il 19enne azzurro da quel momento ha vinto un solo game, arrendendosi al serbo che nel frattempo è cresciuto sia in risposta che nella gestione dello scambio. Poi sono arrivati anche i dolori fisici e la chiamata del fisioterapista prima dell’inizio del quinto set. A quel punto, però, pareva già tutto compromesso. Il 4-0 ha fatto il resto e Musetti ha scelto il ritiro: davanti a sé ha nuove esperienze da affrontare, come misurarsi sui tornei sull’erba e chissà, provare a stupire anche a Wimbledon tra un mese.

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